BASTA CON I TAGLI ALL’ITALIA CHE FA DEL BENE

Si è svolta stamattina, giovedì 9 dicembre 2010,  la conferenza stampa indetta dal Forum del Terzo Settore in Piemonte e dal Tavolo Enti Servizio Civile

Hanno preso parte redattori di Rai, Repubblica e di numerose emittenti private.

Esponenti di numerose associazioni, tra i quali quelli di Caritas, Anpas, AISM, Arci, Acli, Centro Studi Sereno Regis, Gruppo Abele, Lega delle Cooperative hanno preso la parola nella conferenza stampa promossa dalle oltre 60 associazioni del Forum del Terzo Settore in Piemonte e dal Tavolo Enti Servizio Civile per denunciare la grave riduzione ai minimi termini, per non dire completa scomparsa, delle risorse per l’insieme dei fondi per le politiche sociali nazionali compiuta nella Legge di stabilità.

Pierluigi Dovis, Direttore della Caritas diocesana, pur comprendendo le difficoltà di bilancio si è detto amareggiato e preoccupato da una totale assenza di visione che rischia di far scomparire molte iniziative e mette profondamente in difficoltà comuni e associazioni che si impegnano contro la lotta alla povertà. Si è detto anche fortemente preoccupato del fatto che, passando alla Regione Piemonte, i differenti criteri regionali di riparto delle risorse abbiano penalizzato Torino e gli altri comuni dell’area metropolitana, mettendo fortemente a rischio servizi fondamentali come l’assistenza domiciliare per anziani e disabili.

Gabriele Moroni, Portavoce del Forum del Terzo settore in Piemonte, ha esposto l’insieme delle riduzioni previste denunciando che un taglio di questa entità riduce ai minimi termini molte voci essenziali quali le politiche sociali, il servizio civile, il 5per mille, politiche giovanili e dell’infanzia, le politiche per la famiglia, le pari opportunità, e cancella drammaticamente alcune misure fondamentali come il fondo per le non autosufficienze e quello per il sostegno all’affitto. Senza considerare poi voci già scomparse nelle precedenti manovre come il piano straordinario per gli asili nido e il fondo per l’integrazione degli immigrati.

Luca Magosso, Coordinatore del Tavolo enti servizio civile, ha evidenziato come la riduzione dei numeri del servizio civile, dai 57000 giovani del 2006 ai circa 12000 previsti nel 2011, colpisca una struttura ramificata nel Paese che in questi anni ha anche visto il sorgere di professionalità e patrimoni di esperienze e progetti che sono stati occasione di crescita per moltissimi giovani e si sono rivelati utili alla collettività non solo per la loro valenza sociale o per il supporto dato al moltissime attività di assistenza in favore della popolazione più bisognosa, ma anche a favore della promozione culturale, della difesa ambientale e del patrimonio artistico e storico.

Stefano Tassinari, delle Acli Nazionali, ha sottolineato come questi tagli evidenziano il tradimento del patto sociale fatto a cavallo del nuovo millennio, soprattutto verso le nuove generazioni. Se infatti da un lato si sono introdotte forme di flessibilità per entrare nel mondo del lavoro, la quasi cancellazione anche delle nuove forme di sicurezza sociale – politiche e servizi per l’infanzia, per gli anziani, per la formazione permanente… – , necessarie perché le persone e le famiglie possano progettare il loro futuro con minore precarietà e solitudine denota che qualcuno gioca a confondere la sussidiarietà con l’idea che stia alle famiglie arrangiarsi in una sorta di “welfare fai da te” che punisce soprattutto i più deboli e premia i più forti.

Hanno interloquito con loro i parlamentari presenti: Stefano Esposito, Giorgio Merlo e Mimmo Lucà del Partito Democratico e Marco Calgaro di Alleanza Per l’Italia. In particolare Mimmo Lucà ha sottolineato oltre alla contrarietà ai provvedimenti del Governo il fatto che questa inversione di tendenza colpirà anche l’importante rete di sicurezza sociale rappresentata dal mondo del Terzo Settore, che è dimostrato essere cresciuta e sviluppata insieme allo sviluppo delle politiche di welfare municipale, oggi fortemente ridimensionate anche dai tagli ai comuni. Marco Calgaro, condividendo il grido di protesta delle associazioni, ha sottolineato l’importanza che si reinvesta soprattutto sulle nuove generazioni alle quali viene nella stessa manovra di fatto anche negato il diritto allo studio e si è augurato che alle voci delle associazioni si uniscano anche quelle dei rappresentanti dei comuni italiani.

A loro si sono uniti nella discussione tra gli altri

Enzina Actis, di Lega delle Cooperative, che ha ricordato come il servizio civile sia una delle poche opportunità che i giovani hanno in questo Paese oltre ad essere un grande valore aggiunto per la collettività;

Pino Maranzano, del Gruppo Abele che ha sottolineato come questo quadro sia aggravato dai provvedimenti della Regione Piemonte, con la quale peraltro il mondo di organizzazioni impegnato sul fronte delle contrasto alle dipendenze ancora non è riuscito ad interloquire;

Giuseppe Inquantrana dell’Anpas che ha denunciato oltre ai tagli al servizio civile la sempre maggiore discrezione con la quale vengono approvati i progetti, riducendo così anche la possibilità che venga premiato il merito;

Roberto Santoro, Presidente Provinciale Acli, che ha segnalato come la costatazione che i tagli pubblici al sociale crescano insieme alla crescita delle diseguaglianze sociali ed economiche dice della necessità di pensare a un nuovo modello di sviluppo che rimetta al centro il primato della coesione e della qualità sociale della collettività;

Elena Ortolani, della Città di Torino, che ha denunciato la messa a rischio dell’importante ruolo rivestito dagli enti locali in politiche di promozione della cittadinanza attiva come quella del servizio civile dove la città a fronte della disponibilità raccolta di 1300 giovani potrà accoglierne solo 160.

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