Francobollo o quadro?

Entro in una tabaccheria per acquistare due francobolli da 0,60 centesimi. Il tabaccaio mi fa, con aria già un po’ colpevole, «Ho solo dei quadri…». «Quadri?» rispondo io un po’ sorpresa ma già intuendo la risposta «Sì, intendo dire questi…» e mi mostra dei bellissimi francobolli – grandi sì, vabbè, mica enormi! – raffiguranti, guarda il caso, domenica è stata la Prima d’Avvento – la Adorazione dei Magi, di Sandro Botticelli (tiratura: 4 milioni di esemplari, ndr). E io gli dico «Meno male, io preferisco i francobolli tradizionali, quelli che si leccano» e il ragazzo mi guarda un po’ stralunato e mi dice che le persone vogliono tutte gli altri, quelli autoadesivi, e che quelli non li vuole più nessuno…

Ora io dico: sono più brutti, sono appena più piccoli, sono autoadesivi – e quindi presuppongono una tecnologia maggiore per realizzarli, in più – li avete presenti no? – producono più rifiuti, perché dopo aver appiccicato il francobollo sulla busta, ti resta in mano la parte non autoadesiva, più il «contorno» adesivo inutilizzato. Non è uno spreco? In verità io il contorno adesivo lo tengo o lo uso per fare micro-etichette o come scotch per chiudere qualcosa (magari la busta stessa che sto spedendo e che – essendo spesso una busta «rivoltata» non ha più la linguetta adesiva e allora la chiudo con gli «avanzi» del francobollo).

Ora, d’accordo che io sono un po’ matta, e gli auguri di Natale li spedisco con biglietti di carta – il più delle volte realizzati da me o da mio figlio –, in buste di carta, scritti magari con l’inchiostro d’oro e badando anche al francobollo che ci metto. Ma non è più bello se ti arriva una busta con un francobollo ogni volta diverso (e magari «a tema» con il contenuto?). E il collezionismo? Dove lo mettiamo?

Comunque, ora ho deciso che ogni volta che comprerò dei francobolli chiederò che mi diano i «quadri», così il tabaccaio sarà contento di venderli a qualcuno, io sarò contenta di non produrre rifiuti, il destinatario della busta sarà contento nel vedere qualcosa di bello e non uniformato, il collezionista sarà contento di trovare un bel francobollo e l’artista sarà contento di essere entrato nell’eternità anche tramite una busta.

La bellezza salverà il mondo.

(a cura di Cinzia Picchioni – Per contatti: via Bertola, 57 – Torino – 011539170)

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