Declino e caduta della Norvegia – Johan Galtung

Tromsö: La Norvegia in cui nacqui 80 anni fa e dove crebbi per i 20 successivi si spera che sia ancora lì, sedimentata nell’archeologia della storia recente. Ma c’è un sovrastrato di qualcosa d’alieno, distintamente non norvegese, apparentemente ben radicato dato che sembra star sbocciando. La Norvegia come stato di legge e giustizia cede a uno stato di polizia al punto di fabbricare prove per liberarsi di un’opposizione fastidiosa; un paese in precedenza indipendente che non solo vende l’anima agli USA, ma serve tale potenza straniera fino al tradimento; e va in Oriente, in guerra, a uccidere afghani che non hanno mai fatto alcun torto alla Norvegia, né minacciato di farne, per servire la relazione USA-Norvegia e l’impero USA fino a divenire temibilmente simile a come molti norvegesi hanno ucciso russi che non avevano fatto alcun torto alla Norvegia, né minacciavano di farlo, durante la seconda guerra mondiale, sul fronte orientale per servire la relazione Norvegia-Germania nazista e l’impero nazista.

Una conclusione: la Norvegia è de facto occupata dagli USA se l’essenza dell’occupazione è i trasferimento di un codice socio-culturale. Un meccanismo è la NATO del 1949-1999, che obbligava le élite ad accettare le letture USA della carta geo-politica, con menzogne come la risoluzione del Tonchino, le armi di distruzione di massa in Iraq, e l’11 settembre proveniente dall’Afghanistan; e l’accorrere in aiuto agli USA allorché sostengono di essere attaccati, in cambio della reciprocità se la Norvegia dovesse essere attaccata – cosa altrettanto improbabile oggi quanto 60 anni fa.

Adesso abbondano rivelazioni nei media solitamente ossequiosi alla linea ufficiale, e causano un profondo disagio sia in alto sia in basso. Che qualcuno si sia sorpreso è sorprendente, data la storia imperiale USA, e il fatto che alcuni mesi fa la guerra al terrorismo fosse combattuta in oltre 60 paesi, anche senza che le rispettive autorità ne fossero informate.

Arne Treholt era il diplomatico norvegese n° 2 nei difficili negoziati con l’Unione Sovietica sull’oceano Artico, comprensivi di una linea divisoria finalmente concordata quest’anno. I suoi validi contatti includevano un generale del KGB nel ruolo di ambasciatore a Oslo, e Treholt usò il contatto in modo estensivo per passare informazioni e analisi che ebbero un effetto smorzante sulla tensione conflittuale. Fu una “spia per la pace”.

La Norvegia soffriva di psicosi da polarizzazione per la guerra fredda, e lui e il primo diplomatico, Jens Evensen, furono visti come minacce all’egemonia sinistra-destra “al di sopra dei partiti” pro USA-NATO negli affari esteri. Nelle alte sfere a Oslo-Washington devono aver deciso di farlo passare da spia per l’URSS. Affinché tale accusa tenesse in tribunale serviva la prova che fosse stata trasmessa informazione che comprometteva la sicurezza norvegese contro un (sostanzioso) flusso inverso di denaro. Non fu mai prodotta una prova adeguata di una tale consegna, rendendo cruciale la “prova del denaro”.

Qui interviene la manipolazione: poliziotti in pensione gravati di cattiva coscienza riferiscono che furono comprati dollari in banconote, li ficcarono in una busta e glieli misero in valigia (avevano accesso abusivo al suo appartmento tele-sorvegliato mediante un foro praticato dal soffitto con l’assistenza CIA), e poi fecero una foto nei locali della polizia e nel suo appartamento contraffacendo la data, secondo il carpentiere che stava posando il parquet.

A Treholt diedero 20 anni per tradimento, scontati per 8 e mezzo. L’ipotesi di punizione per false prove che comportino condanne oltre i 5 anni è di 21 anni, un delitto molto grave. Una faccenda per la polizia, ma nessuno fu imprigionato perché non distruggesse prove, bensì furono lasciati liberi per coordinare anche la difesa. Una polizia segreta che indaghi su se stessa è difficilmente credibile, e una seria indagine parlamentare sembra tardare ad arrivare.

C’è stata poi una seconda rivelazione: che USA-CIA avevano spiato a lungo cittadini norvegesi, in parte usando personale della polizia segreta norvegese – senza che le autorità norvegesi lo sapessero – ovviamente per garantire la sicurezza dell’ambasciata USA. La CIA vuole le sue informazioni da poter usare contro dei norvegesi, magari per negargli il visto? Questo avrebbero potuto ottenerlo dalla polizia segreta norvegese. La CIA inoltre liquida gli indesiderabili, lasciando nessuna traccia se non una “morte per cause naturali”. Enorme.

Poi la terza rivelazione. Le guerre fra stati diminuiscono mentre quelle fra nazioni aumentano; il sistema statuale in declino mentre quello nazionale sale in modo rampante. Che cosa potrebbe far sì che dei giovani uccidano gli afghani allorché la Norvegia non è attaccata? Configurare artificiosamente la Norvegia come nazione assassina, andando a scavare nella sua remota archeologia, al tempo dei vikinghi, invocando i loro simboli, elmi e Valhalla, con crani da prendere a calci; come le SS. Quisling, della provincia del Telemark, usò anche lui il culto germanico di qualunque cosa di antico nordico per la sua Legione Norvegese fascista. Nome del battaglione norvegese ISAF in Afghanistan: Telemark. Enorme.

Ma una nazione di uccisori deve godersi le uccisioni. “Meglio che il sesso” riferiscono soldati del battaglione, in un tumulto di endorfine evidentemente; ilari, anche nel vendicare i loro compagni caduti (motivo basilare in guerra, secondo l’imponente studio della seconda guerra mondiale di Samuel Stouffer et al, The American Soldier [Il soldato americano], vol. I-IV). Forse a questi norvegesi gioverebbe di più un educazione sessuale piuttosto che quella nell’uccidere, imparando il sesso come gioia reciproca e uguale anziché conquista per il piacere, capendo magari anche di che si tratta in Afghanistan?

Diagnosi: americanizzazione in quanto membro NATO. Prognosi: destinata a peggiorare. Terapia: cessare tale appartenenza. Si spera che la caduta dell’impero USA possa liberare la Norvegia dalla propria caduta.

15.11.10 – TRANSCEND Media Service

Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis

Titolo originale: The Decline and Fall of Norway

http://www.transcend.org/tms/2010/11/the-decline-and-fall-of-norway/

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