Comitato di iniziativa «Per un movimento dei movimenti» – DICHIARAZIONE D’INTENTI

Noi, Comitato di iniziativa «Per un movimento dei movimenti»

siamo consapevoli della grave crisi del Pianeta e dei rischi per la sua stessa sopravvivenza con la quale l’umanità oggi si confronta.

Nonostante la fine della guerra fredda, conflitti e guerre continuano a mietere migliaia di vite e a seminare lutti, miserie e rovine in ogni parte del mondo. La proliferazione delle armi atomiche e di distruzione di massa non è stato affatto arrestata così come non è stato arrestato il commercio internazionale delle armi. Il terrorismo internazionale è una realtà quotidiana. I continui appelli alla solidarietà internazionale non riescono a scalfire il divario tra ricchi e poveri; miseria e povertà, anche grazie alla incessante crescita della popolazione mondiale, sono diffuse in interi continenti e progrediscono anche nei paesi industrializzati in estese aree e fasce di popolazione. La natura rischia di essere divorata da una civiltà che minaccia tutte le forme di vita sulla terra, se i problemi del mutamento del clima, del progressivo esaurimento delle risorse non rinnovabili, dell’inquinamento dell’acqua, della deforestazione e della perdita della biodiversità non saranno risolti.

Il degrado dell’ambiente è prodotto da uno sviluppo economico insostenibile, finalizzato alla crescita senza fine e che si basa sulla dilapidazione delle risorse naturali, l’impiego di carburanti fossili nella produzione di energia e su modelli di produzione e di consumo che favoriscono la generazione di rifiuti e la diffusione degli sprechi senza tener conto delle loro conseguenze ecologiche.

Il processo di globalizzazione dell’economia e della società, che se governato nell’interesse della generalità dei cittadini aprirebbe all’umanità prospettive fino ad ora impensabili di progresso, si sviluppa senza alcun controllo, producendo squilibri crescenti, nuove ingiustizie e conseguenze negative di ogni genere.

Siamo, inoltre, convinti che sia indispensabile e urgente rafforzare e democratizzare le istituzioni internazionali, a partire dall’O.N.U., per porle in condizione di agire in modo trasparente, con efficacia e autonomia, impiegando adeguati mezzi finanziari affinché i problemi globali possano essere affrontati al livello opportuno, da organi di governo mondiale, sia pur parziale.

Le organizzazioni internazionali che, nel secondo dopoguerra, a cominciare dall’O.N.U., avrebbero dovuto creare un ordine mondiale di pace e di cooperazione sono tuttora prive di autonomi poteri. In verità, sono rimaste un semplice strumento al servizio delle grandi e delle piccole potenze. Devono essere riformate radicalmente. Mai come oggi suonano attuali le parole di Kant: “La violazione del diritto avvenuta in un punto della Terra è avvertita ovunque”.

Nessun popolo, nessuna minoranza, nessun essere umano deve subire la volontà del più forte. Libertà, eguaglianza e fraternità devono divenire il fondamento dell’unione di tutti i popoli e di tutti gli individui del Pianeta. Per questo, le regole della democrazia vanno applicate non solo all’interno degli Stati, ma anche nei rapporti tra gli Stati, cominciando dalla riforma democratica dell’ONU.

Le istituzioni internazionali vanno, poi, poste in grado di agire con efficacia attribuendo loro reali poteri autonomi, secondo il principio di sussidiarietà e riconoscendo loro la potestà di attivare risorse finanziarie proprie per il perseguimento degli obiettivi istituzionali ad esse assegnati.

Va favorita, infine, ove occorra, la costituzione di nuove organizzazioni internazionali, specializzate in determinati ambiti e finalizzate ad affrontare specifici compiti per la soluzione dei problemi globali.

Tutto ciò premesso

dichiariamo

* di interessarci alla politica, alle «cose della città», per vivere non di essa ma per essa;

* di considerare come nostra non una città particolare ma il mondo intero, la nostra città-mondo, del quale intendiamo essere espressione aprendoci alla partecipazione di associati di ogni paese e cultura;

* di voler operare perché nella nostra città-mondo: 1°, i conflitti non debbano mai più essere risolti con la logica sanguinosa della guerra, ma con la forza della legge e della magistratura, la cultura e la pratica della nonviolenza; 2°, si pervenga a una modifica profonda dei modi di produrre e, a partire da noi stessi, dei comportamenti individuali, così da riportare la pace tra la nostra specie e l’ambiente naturale che la sostenta; 3°, siano applicate le regole della democrazia non solo all’interno degli Stati ma anche nei rapporti tra gli stessi, 4° siano perseguiti assieme a tutti i popoli della Terra i beni pubblici globali; 5° sino promossi la giustizia sociale e i diritti civili per ogni cittadino del Mondo;

* di non considerare ciò che noi dichiariamo semplici affermazioni di principio bensì ..obiettivi e valori concretamente perseguibili perché condivisi da quella realtà di straordinarie dimensioni e potenzialità che è la moltitudine dei movimenti; una moltitudine costituita in tutto il mondo da centinaia di migliaia di gruppi associazioni e organizzazioni che già in passato ha più volte dimostrato, armata della forza della persuasione, di saper dire la verità al potere armato di violenza, e si saper influire sui suoi processi decisionali;

* di considerare noi stessi come espressione di una esigenza sempre più diffusa fra i movimenti di dialogo, incontro e coordinamento progettuale e operativo alla quale intendiamo offrire, seppure non da soli, occasioni e strumenti di realizzazione.

E PERTANTO CI IMPEGNIAMO

* ad attendere al nostro compito di contribuire a trasformare la moltitudine dei movimenti in un «movimento dei movimenti», del tutto consapevoli della pochezza dei nostri mezzi e tuttavia confidenti nella verità kantiana: «Se devi, puoi» ;

* ad adoperarci per favorire un collegamento fra le iniziative di questo tipo che già esistono nel mondo e per promuovere sinergie basate su valori e progettualità condivise;

* ad individuare obiettivi politici concreti da perseguire assieme;

* a proporre, quanto prima, un’azione comune a livello mondiale da sviluppare soprattutto attraverso l’utilizzo delle tecnologie di rete (Internet).

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