La partita dei partiti è finita. In piedi a lottare – John Pilger

«Levatevi come leoni dopo l’assopimento,folla invincibile.
Scuotete a terra le catene come rugiada.
Che nel sonno vi è caduto addosso.
Voi siete molti, essi pochi».

Di questi tempi i toccanti versi della “Maschera dell’Anarchia” di Percy Shelley sembrano fuori portata. Io non credo. Shelley era sia un romantico sia un assertore di verità politica. Le sue parole risuonano ora perché è rimasto un solo percorso politico per chi non può più avvalersi del diritto di voto e la cui rovina è annunciata su una tabella governativa.

Nata dallo spirito «mai più» del 1945, la social-democrazia in Gran Bretagna si è arresa a una liturgia estrema del denaro, che raggiunse il suo vertice quando 1 trilione [=1 milione di milioni] di sterline di denaro pubblico fu passato incondizionatamente a banche corrotte da un governo laburista il cui capo, Gordon Brown, aveva in precedenza descritto i «finanzieri» come «grande esempio» per la nazione e sua personale «ispirazione».

Questo non per dire che la politica parlamentare sia priva di senso; ma che attualmente è la sostituzione della democrazia con un piano aziendalistico per ogni attività umana, ogni sogno, ogni decenza, ogni speranza, ogni bambino nato. I vecchi miti di rettitudine britannica, d’origine imperiale, hanno fornito un falso conforto mentre la banda di Blair, assistita da parlamentari venali, finiva l’opera di Thatcher costruendo le fondamenta dell’attuale «coalizione», guidata da un ex-uomo di PR per uno sbregatore di patrimoni e da un cassiere di estortori che erediterà la qualifica di cavaliere e la fortuna esentasse del padre, 17° baronetto di Ballentaylor. David Cameron e George Osborne sono essenzialmente pataccari fossilizzati che in epoca coloniale sarebbero stati mandati dai rispettivi papà a pretendere terreno straniero e saccheggiare.

Oggi, pretendono la GranBretagna del 21° secolo imponendo la loro nefasta, antiquata ideologia, seppur servita come olio di serpente economico. I loro disegni hanno nulla a che fare con una «crisi da deficit». Un deficit del 10% è ben lungi da essere una crisi. Quando la Gran Bretagna era ufficialmente in bancarotta alla fine della seconda guerra mondiale, il governo eresse le sue maggiori istituzioni pubbliche, come il Servizio Sanitario Nazionale e i grandi edifici d’arte della Riva Sud di Londra. Non c’è motivo razionale per l’assalto vigliaccamente descritto dalla BBC come «revisione della spesa pubblica». Il debito è d’esclusiva responsabilità di chi lo ha contratto, i super-ricchi e gli speculatori. Tuttavia ciò non è propriamente il punto. Quanto sta accadendo in Gran Bretagna è l’afferrare l’occasione per distruggere le tenue umanità dello stato moderno. È un colpo di mano, una «dottrina dello shock» come quella applicata al Cile di Pinochet e alla Russia di Yeltsin.

In Gran Bretagna, non c’è bisogno di carrarmati per strada. Nella sua indifferenza manageriale alle libertà che pure dice di aver care, la Gran Bretagna borghese ha permesso al parlamento di creare uno stato di sorveglianza con 3.000 nuove norme di reato: più che in tutto il secolo precedente. I poteri di arresto e detenzione non sono mai stati maggiori. La polizia ha l’impunità d’uccidere: coloro che cercano rifugio possono essere «ristretti» a morte su voli commerciali e se altri passeggeri dovessero obiettare, ci penserebbero le leggi anti-terrorismo. All’estero, il militarismo britannico è colluso con le torture e gli squadroni della morte.

Ha ragione il commediografo Athol Fugard. Sparito Harold Pinter, nessun acclamato scrittore o artista osa scostarsi dalla propria ben remunerata vanità. Con tutto quello che c’è bisogno di dire, loro non hanno nulla da dire. Il liber(al)ismo, la più vana delle ideologie, ha issato la scala. L’opportunista principale, Nick Clegg, leader dei minoritari liberal-democratici, non ha dato alcun segno elettorale dell’accordo della sua odiosa fazione allo smantellamento di molto della società britannica del dopo-guerra. Il furto di 83.000 milioni di sterline in posti di lavoro e servizi equivale quasi esattamente alla somma di tasse legalmente evitate da grandi aziende piratesche come quella di Rupert Murdoch. Senza fanfara, ai super-ricchi si è assicurato che possono schivare pagamenti fiscali per 40.000 milioni di sterline nel segreto delle banche svizzere. La giornata è stata completata a dovere con l’attacco di Osborne a quelli che «fregano» il sistema di welfare. Ha omesso l’effettiva somma persa, 500 minuscoli milioni di sterline, e che non siano stati richiesti ben 10.500 milioni in benefici valevoli. Col complice silenzio del partito laburista.

Il braccio propagandistico nella stampa e nelle trasmissioni doverosamente presenta tutto questo come spiacevole ma necessario. Si noti come sia stata trattata l’azione dei pompieri: su Channel 4 News, subito dopo un ritratto di impiegati pubblici modesti e coraggiosi come invece sostanzialmente senza scrupoli, il presentatore Jon Snow esigeva che i capi dell’Ente Pompieri di Londra e del Sindacato Pompieri andassero immediatamente, lì per lì, in studio per «mediare», dicendo «procuro io i taxi!». Non un fiato sulle migliaia di posti di lavoro soggetti ad eliminazione nel servizio antincendio e sul pericolo pubblico oltre la Notte dei Falò. Sbattetegli la testa agli spensierati: «Buono a sapersi!» ha detto il presentatore.

La serie documentaria di Ken Loach del 1980, Questioni di Leadership, si apre con una sequenza di giovani sindacalisti seri che sui palchi esortano le masse; successivamente li si vede invecchiati, floridi, soddisfatti e finalmente adorni dell’ermellino del Senato. Una volta, a un Gala dei Minatori di Durham, chiesi a Tony Woodley, adesso co-segretario generale di Unite «Il problema non è la collaborazione lineare della dirigenza sindacale?» Fu quasi d’accordo, lasciando intendere che la crescente influenza di temperamenti sanguigni come il suo avrebbe cambiato le cose. Si dice che lo sciopero del personale di cabina British Airways, presieduto da Woodley, abbia portato vantaggi: davvero? E perché i sindacati britannici non si sono levati all’unisono contro leggi totalitarie che ficcano nella morsa il sindacalismo libero?

I lavoratori British Airways, i vigili del fuoco, i dipendenti comunali, della posta, del Servizio Sanitario Nazionale, della metropolitana di Londra, gli insegnanti e lettori universitari, gli studenti, possono fare almeno quanto i francesi se risoluti, immaginativi, propulsivi, con il più ampio movimento per la giustizia sociale, potenzialmente la maggiore resistenza popolare di tutti i tempi. Guardate la rete; e ascoltate il sostegno del pubblico alle stazioni dei pompieri. Non c’è altro modo adesso. Azione diretta. Disobbedienza civile. Senza sgarro. Leggete Shelley e fatelo.

8.11.2010 – TRANSCEND Media Service

Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis

Titolo originale: The Party Game Is Over. Stand and Fight

http://www.transcend.org/tms/2010/11/the-party-game-is-over-stand-and-fight/

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