Un film horror o un «romanzo criminale»? – Recensione di Cinzia Picchioni

F. William Engdahl, Agri-business. Dal controllo del cibo al controllo del mondo, Arianna Editrice, Bologna 2010, pp. 376, € 18,50

Nessuno dei due, solo un altro libro che ci spiega com’è che funzionano davvero le cose. Così come «Se niente importa» di Safran Foer (recensione pubblicata tempo fa) ci ha raccontato la realtà degli allevamenti intensivi, «Agri-business» ci informa sull’«agribusiness agricolo», che può essere riassunto con questa frase:

Controllate il petrolio e controllerete le nazioni; controllate il cibo e controllerete i popoli […]. Henry Kissinger

Vi ha fatto gelare il sangue nelle vene? A me sì. Apre il capitolo IV di questo libro, che racconta di un ingegnoso progetto di potere, pensato per prendere il controllo di una risorsa fondamentale per il genere umano: il cibo. Il lavoro è incentrato sugli OGM, ma l’autore, compiendo le ricerche necessarie a scriverlo, ha scoperto legami indissolubili tra la storia degli OGM e la famiglia Rockfeller (e le cosiddette «sette sorelle»). Si potrebbe dire che la storia degli OGM dimostra l’accentramento del potere nelle mani di una ristretta cerchia, determinata a rendere il mondo intero schiavo del suo potere.

E allora, sulla scia della frase di Kissinger, è cominciato un progetto: leggendo il libro potrà sembrare di leggere un «romanzo criminale», perché la proliferazione degli OGM è avvenuta tramite coercizioni politiche, inganni, pressioni dei governi e omicidi. Il crimine-ogm si è perpetrato in nome dell’efficienza agricola e della soluzione del problema della fame nel mondo, in realtà si ottenevano (e si ottengono) solo maggiori profitti per poche famiglie potenti che già controllavano (e controllano) la Federal Reserve e la Banca Centrale Europea.

«Se lasciata agire indisturbata, questa élite che sta alle spalle del “Progetto ogm” tra solo un paio di decenni avrà il completo controllo delle capacità alimentari del Pianeta» (p. 10). Il libro di William Engdahl, dati alla mano, intende raccontare questo aspetto degli OGM avvertendoci di fare la massima attenzione e invitandoci a verificare i dati in modo indipendente. Per questo ogni capitolo ha un’ appendice di note esplicative e dettagliate, così che non si possa gridare al «complottista».

Scienziati uccisi (o «ritirati» dal loro incarico); donne brasiliane sterilizzate in massa per alleviare la povertà del popolo, eugenetica (non credevo ai miei occhi nel leggere i capitoli 4 e 5 – e non li ho letti neanche tutti!); contadini obbligati a chiedere prestiti per comprare le sementi, gli attrezzi e i pesticidi (così per pagare sarebbero andati in città a lavorare nelle fabbriche delle multinazionali); coltivazioni di «superfrumento» che dà sì grandi raccolti, ma a costo di un uso massiccio di fertilizzanti (prodotti, indovinate un po’? dal petrolio, risorsa controllata, indovinate un po’? da Rockfeller – e dalle cosiddette «sette sorelle»); la Monsanto che brevetta lo sperma dei «suoi» maiali… Quello che avete letto è un elenco, molto parziale, degli orrori (errori?) che potrete leggere in questo libro, che si spiega già nel titolo, composto da tre parti: «I semi della distruzione» (quelli venduti dalle multinazionali, sterili così bisogna sempre ri-comprarli da loro. E Seeds of Destruction è il titolo originale del libro) «Agri-business» (il disegno politico che si nasconde dietro alla diffusione degli organismi geneticamente modificati) e «Dal controllo del cibo al controllo del mondo» (il risultato delle due precedenti parti del titolo).

Infine, poiché l’autore fa il docente universitario, il consulente, è un esperto analista dello scenario geopolitico ed economico globale, il suo libro è fornito di:
Glossario degli acronimi
(lo sapevate che LDCs vuol dire «Principali Paesi in Via di Sviluppo»?);
Glossario dei termini
(da DNA a Tecnologia Terminator)
Bibliografia
(8 pagine in ordine alfabetico)
Indice analitico
(6 voci solo per vari Rockfeller).

Il libro è a disposizione presso la Biblioteca del Centro Studi Sereno Regis, Torino.

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