Dalla parte dei genitori – Recensione di Rita Vittori

Daniele Novara, Dalla parte dei genitori, Franco Angeli, Milano 2010

Il libro di Daniele Novara, nato dalla sua pluriennale esperienza di consulente pedagogico, nonché di genitore, raccoglie e analizza i problemi più sentiti oggi in campo educativo. Infatti parte dalla constatazione della fragilità dei modelli a cui la nuova generazione di genitori fa riferimento per offrire un supporto in modo da non rimanere intrappolati in una relazione dove il bambino funge da tiranno. Una serie di cambiamenti nella società hanno influenzato anche la famiglia, che da normativa ora ha funzioni eminentemente di tipo affettivo. Il sistema normativo si sgretola, per cui le figure di autorità di un tempo, come il padre, la maestra, parenti adulti in genere, hanno ormai perso autorità.

Alcune difficoltà dei genitori si originano proprio nella dimensione emotiva del rapporto: genitori troppo attenti al benessere materiale e psicologico del figlio finiscono per essere più attenti alla dimensione narcisistica della personalità piuttosto che creare un contesto ove il figlio possa apprendere, anche attraverso una serie di limitazioni e regole, una reale autonomia. Da questo punto di vista Novara elenca una serie di “ malattie” dell’educazione attuale, vista più come pratica seduttiva che educativa: il vedere i figli solo in relazione alle proprie aspettative, una incapacità a porre limitazioni ai capricci, ai desideri e alle tendenze dei figli aggrediti da una società che li incita a consumare continuamente. Mamme e papà oggi applicano solo un codice materno, fatto di cure, compiacenza e gratificazione. La sfida consiste nell’ individuare un nuovo codice paterno condiviso che possa ritrovare la capacità di costruire senso di responsabilità, dare limiti e regole affinché il figlio possa ritrovare il gusto della conquista della vita.

Anche il conflitto viene visto dai genitori come un problema: essi faticano a sopportare il peso dei litigi fra fratelli, o tra loro e i figli. Prigionieri di una visione illusoria di una relazione dove il benessere è inteso come assenza di dolore e contrasto, non riescono ad accompagnare i figli nel percorso di crescita.

Quali sono allora i consigli che Novara suggerisce ai genitori per aiutarli nel loro difficile compito?

Sono due i filoni di operatività su cui occorre lavorare: uno centrato sui bambini, il secondo centrato sui genitori.

Per quanto riguarda i bambini occorre aiutarli a recuperare spazi di socializzazione spontanea, senza la continua presenza di un adulto, gestendo in modo coerente e chiaro le regole, che si modificano a seconda delle diverse età dei figli, recuperando alcuni rituali che strutturano simbolicamente il rapporto. Aiutarli a saper affrontare i conflitti come elemento vitale del rapporto, imparando a negoziare, ascoltare i bisogni profondi.

Per quanto riguarda i genitori Novara è consapevole che la loro solitudine ne fa dei modelli di fragilità. Per cui li sollecita a uscire dal proprio isolamento per cercare luoghi di confronto e condivisione con altri genitori, in modo da mettere in comune il percorso di ricerca di nuovi codici.

Il libro offre spunti interessanti di riflessione soprattutto nella parte dell’analisi, che rispecchia la complessità del percorso educativo, un buon punto di partenza per chi vuole avere un quadro chiaro delle problematiche educative odierne. La parte propositiva è chiara e volutamente generica, in quanto le competenze hanno bisogno di allenamento personale nella realtà.

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