Ali per esistere – Recensione di Ilaria Zomer

Federica Battistelli, Laura Lanni, Lorenza Sebastiani, L’arte come re-esistenza, EMI, Bologna 2009

I palestinesi sono terroristi, fondamentalisti, guerriglieri, martiri. I bambini tirano le pietre, i giovani resistono alla macchia o si fanno saltare in aria sui pullman di Jaffa Road, le donne mettono al mondo i figli per il martirio, i padri incitano all’ odio le nuove generazioni. Questo è quello che, a lungo, è stato trasmesso dai nostri media.

Il libro di Battistelli, Lanni e Sebastiani, servizio civiliste nei territori occupati per un anno, ci raccontano un’ altra storia, una storia di coraggio, di creatività, di resistenza nonviolenta, una storia di un popolo che vuole continuare a esistere e ad arricchire il mondo con il suo talento. Le tre autrici non si accontentano di appiattire i palestinesi alla sola dimensione bellica, i palestinesi non sono solo vittime dell’ occupazione, resistenti dell’ occupazione, combattenti l’ occupazione ma sono uomini, donne, giovani, adulti bambini a tuttotondo che cercano e trovano nuove forme di espressione.

L’ arte si intreccia con la guerra giornaliera ma trasmette molto di più, da strumento di resistenza si trasforma in ali per esistere, per esprimere la propria identità non solo politica ma umana nella sua interezza.

Il lettore viene accompagnato a conoscere il talento palestinese, “quello che i palestinesi sanno fare e non solo quello che subiscono”, solo alcune delle numerosissime esperienze che nascono e si diffondono nei territori occupati: dal teatro della transizione di Jenin, al circo di Ramallah, dalla scuola di musica di Kamandjati al teatro dell’ oppresso. L’ arte diventa cura, possibilità di espressione e di un futuro, sogno, resistenza nonviolenta, strumento politico per l’ espressione di masse spesso tenute in silenzio ma anche forte dichiarazione d’intenti, boicottaggio di una cultura repressiva, difesa dell’ identità.

Il libro fornisce numerosi contatti e spunti per chiunque voglia vedere l’ altra Palestina, autentica, forte e vera anche se spesso nascosta.

È stato un piacere poter vedere una delle realtà, che vengono raccontate nel libro: il circo palestinese di Ramallah, dal vero, proprio a due passi da Torino, presso il Cirko Vertigo di Grugliasco, uno dei primi circhi nel mondo che ha sostenuto la nascita di questa meravigliosa esperienza nei Territori. Vedere i giovani artisti, di cui L’ Arte come Re-Esistenza racconta, esibirsi, riconoscerne i volti, i sorrisi, i ricci capelli delle ragazze, liberi di muoversi seguendo ogni movimento del capo, una favola che diventa realtà. Lo spettacolo Circus Behind The Wall, spiega il muro molto meglio di mille libri e conferenze arrivando alla mente e al cuore della sala gremita e non solo di attivisti e specialisti di questioni palestinesi.

Consiglio a tutti di non limitarsi a leggere il libro, denso di interviste e di esperienze ma di ricercare queste realtà e conoscerle dal vivo, perché no, anche con un viaggio in Palestina, ma, in assenza di questa opportunità, seguite con attenzione le tournée , magari ce n’è una anche dietro casa!

Ilaria Zomer

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