Shopping? No, grazie. Io swapping!

Ho scoperto che lo swap è un termine mutuato dalla finanza e consiste nello scambio tra due controparti. Va annoverato tra i più moderni strumenti di finanziamento delle imprese. Più precisamente SWAP è un acronimo composto da quattro parole: Shared Wireless Access Protocol che più o meno letteralmente significano: Protocollo di accesso condiviso senza filo. Che ce ne importa? Direte voi. Ce ne importa perché in via dei Mille 38/a, a Torino funziona un «punto SWAP», dove – come recita il biglietto da visita – «non accumulo, non butto, ma (s)cambio vestiti». Basta portare almeno tre capi di abbigliamento o accessori usati – ma puliti e in buono stato – e portarsene a casa altrettanti, senza spendere nemmeno un centesimo. Per partecipare è sufficiente iscriversi, la tessera costa 5€ e dà accesso illimitato all’area swap del negozio (che tra l’altro è molto particolare, si chiama «Blow up», come il famoso film di Antonioni (e vende roba vintage, ma invece lo scambio non ha «moda», va bene qualsiasi cosa, e se hai portato 3 vestiti e non trovi niente che ti piace puoi tornare e ritornare finché non trovi quello che ti va a genio). Il negozio è aperto da martedì a sabato dalle 10,30 alle 13,30 e dalle 15,30 alle 19,30 (tel. 011.837440; www.blow-up-one.com). Giacché pare davvero arrivata l’estate e finalmente possiamo fare il «cambio di stagione» negli armadi, è il momento ideale per non comprare altra roba da accumulare nei cassetti, ma anzi svuotarli e andare a guardare e…swappare!

(a cura di Cinzia Picchioni – Per contatti: via Bertola, 57 – Torino – 011539170)

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