Roberto Cherchi, Giovanni Loy, a cura di, Rom e Sinti in Italia – Recensione di Loredana Arcidiacono

Roberto Cherchi, Giovanni Loy, a cura di, Rom e Sinti in Italia. Tra stereotipi e diritti negati, Ediesse, Roma 2009

Pochi hanno ancora la pazienza di chiedersi chi siano i rom, da dove vengano e per quale cammino siano passati. Si sa poco dei rom e dei sinti residenti in Italia. Quasi nessuno sa che si tratta di una popolazione presumibilmente indiana che ha iniziato a muoversi intorno all’anno Mille e, con un progressivo spostamento a ovest, sono arrivati in Europa nell’arco di trecento anni.

Rubano bambini, non hanno leggi, sono nomadi, questi i pregiudizi più diffusi. Ma è veramente così?

Questo volume nasce al termine di un corso che la fondazione Sucania e la Fondazone Anna Ruggiu, da anni impegnate in attività culturali e politiche a favore della convivenza tra persone di differenti etnie, hanno organizzato proprio su queste tematiche, e raccoglie diversi contributi di ricercatori che analizzano gli aspetti sociologici e giuridici dei popoli di lingua romanì.

Il libro parte dai preconcetti degli italiani per estendersi ai preconcetti che tutta l’ Europa nutre nei confronti di questo popolo nomade, ci parla di diversità intesa come bene pubblico, analizza i diritti degli stranieri in tema di sicurezza e costituzione. Ma ci dice anche, con un ampio excursus storico, della persecuzione rom durante il nazismo, ci parla della “coerenza” di Hitler.

Una parte importante è la descrizione del rapporto tra municipalità e campi rom: come vengono accolti, ospitati, quali servizi vengono offerti, ma al contempo a quali restrizioni sono soggetti: infatti ancora una volta, nel 2008, i concetti di razza ed etnia sono stati utilizzati per individuare i destinatari di una operazione di censimento. Era successo soltanto con le leggi razziali fasciste. Le schede di censimento riportano i dati di religione ed etnia (dati sensibili che non possono essere resi pubblici) ma non i dati di cittadinanza. Schedati ma discriminati: i campi ufficiali per i rom, infatti, non hanno le caratteristiche di abitabilità che sono previste per i cittadini italiani.

L’antiziganismo è un fenomeno estremamente radicato nella storia. Il sentimento anti-rom nei pensieri e nei comportamenti delle persone è considerato normale e condiviso, come se esistesse qualcosa di atavico che ostacoli la convivenza. Di fronte ai rom si fermano tutte le associazioni caritatevoli; spesso i mass media e i partiti politici utilizzano il diffuso sentimento anti-rom per acquisire consenso elettorale.

Gran parte dei pregiudizi e degli stereotipi verso le minoranze rom e sinti derivano dalla assoluta non conoscenza delle culture e dei loro valori; ma l’esplorazione del loro punti di vista riserva molte sorprese.

Djana Pavlovic conclude questa serie di saggi con una analisi dei pregiudizi di cui sono vittima i rom.

Giovanni Loy, ordinario di diritto del lavoro dell’Università di Cagliari è il curatore, insieme a Roberto Cherchi, del volume: “Rom e Sinti in Italia. Tra stereotipi e diritti negati”, libro di cui potete trovare traccia nell’intervista su radio radicale:

http://www.radioradicale.it/scheda/288978/intervista-a-gianni-loy-sul-libro-rom-e-sinti-in-italia-tra-stereotipi-e-diritti-negati

Vi ricordate “Prendi questa mano, zingara”. La cantava Iva Zanicchi. Non so se sarebbe stato possibile oggi il successo di un brano musicale che offra l’immagine di una donna che offre la propria mano a una zingara perché gliela legga. Eppure sarebbe proprio il tempo di una mano tesa verso il popolo rom.

Questo perché abbiamo bisogno di un processo di esportazione della colpa e di individuare sempre un colpevole per tranquillizzarci dei problemi che sono della nostra società.

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