Cinque anni per cinque minuti

Cinque minuti è la durata del sapore – artificiale – di un chewing-gum, dopodiché ricomincia a sapere … di niente! In compenso cinque anni è il tempo che ci mette a smaltirsi. Sì. Avete letto bene: cinque anni per una cicca (come la chiamiamo noi milanesi, o cicles come si chiama a Torino). Al di là della bruttezza di vedere qualcuno che rumina continuamente come un lama c’è poi da dire che una sostanza che resta intatta anche dopo ore di masticamento… qualcosa che non va ce lo deve avere, o no? Poi c’è l’aspetto psicologico: perché sentiamo il bisogno di masticare, di digrignare i denti? Il bruxismo è un disturbo, denota tensione, aggressività repressa, rabbia che cova sotto la cenere. Leggete un po’ qua sotto la risposta alla domanda…

«Perché mi viene mal di pancia masticando chewing-gum?» è normalissimo che succeda, masticare a a che fare con i succhi gastrici (che come saprai sono delle secrezioni acide prodotte dalla mucosa interna dello stomaco per favorire l’assorbimento di certe vitamine): infatti masticare continuamente stimola la loro produzione (come se mangiassi a vuoto in pratica) e quindi potrebbe provocarti dei fastidi alla pancia e allo stomaco… Nei casi proprio estremi, se fossi una che mastica gomme dalla mattina alla sera, potrebbero provocarti anche un’ulcera. Inoltre masticare in continuazione ti fa ingoiare aria, involontariamente, di conseguenza ti si gonfia la pancia.

E poi se decidete di sfidare l’ulcera almeno sappiate che:

Arriva da Londra una notizia che farà la gioia di chi consuma con attenzione. Da questo mese, nei vari supermercati, sarà possibile acquistare il primo chewing-gum biodegradabile. La notizia ci è comunicata dall’Agi e ci informa che la casa produttrice (la messicana Consorcio Chiclero) ha realizzato questa scoperta utilizzando una particolare gomma capace di dissolversi in acqua, terra o polvere nel giro in sole sei settimane. Il tutto grazie al prezioso contributo di cinquantasei società cooperative che raccolgono oltre duemila agricoltori della gomma, i cosiddetti chicleros, attivi nelle zone dello Yucatan. La Chicza Rainforest Gum risolverà così un problema dall’impatto ambientale solo in apparenza innocuo: un normale chewing-gum impiega in media cinque anni per la normale decomposizione. I contadini messicani incidono soltanto la corteccia dell’albero, senza danneggiare la foresta che li “ospita”. Ciò significa anche la rigenerazione della Sapodilla (l’albero che produce la gomma) e il suo possibile utilizzo continuo. Se si pensa che solo nella capitale britannica l’amministrazione spende 250.000 sterline l’anno per ripulire le strade dalle gomme, una soluzione del genere – seppure tardiva rispetto alla sua impellente necessità – appare quanto mai appropriata.

(a cura di Cinzia Picchioni – Per contatti: via Bertola, 57 – Torino – 011539170)

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