A come Anarchia, V come Vegan – Nanni Salio

Per chi non la conosce ancora, “A”, rivista anarchica, è una delle migliori riviste mensili dei movimenti di base. Di particolare interesse sono i suoi “dossier” monotematici, come l’ultimo (maggio 2010, n. 353, pp. 35-54) intitolato “Antispecisti quindi vegani”.

A cura di Troglodita Tribe S.p.a.f (società per azioni felici) e con il contributo di qualche altro autore tra cui mi piace ricordare il mio amico Filippo Trasatti, collaboratore anche di Ecole, contiene, in una sintesi efficace, tutto quello che occorre sapere sulla questione animalista e vegana, come la segnalazione di utili documenti (Antispecismo, da richiedere a [email protected] ), riflessioni sui fondamenti etici del veganismo e una ricca e aggiornata sitografia.

Quando si parla di questi temi, è bene riportare alla nostra memoria qualche numero della agghiacciante strage annuale di animali che uccidiamo per cibarci:

48 miliardi ogni anno

131 milioni ogni giorno

5 milioni e mezzo ogni ora

91.000 ogni minuto

1.500 ogni secondo

Qualcuno sa calcolare la sofferenza di tutto ciò? E a quale scopo?

Ha provato a dare una risposta più profonda di altre l’antropologo indiano Shiv Visvanathan, con uno schema che mette in relazione alcuni degli aspetti più violenti delle pratiche umane, che partono da una concezione meccanicistica del corpo umano con la quale si produce, lentamente e inconsapevolmente, un processo di deumanizzazione che raggiunge il suo apice, oltre che nei dati più sopra riportati, nella distruzione nucleare di Hiroshima e Nagasaki e nella continua minaccia di sterminio nucleare totale. Questi temi sono stati ripresi da altri studiosi, anch’essi di orgine indiana, tra cui Ashis Nandy (A Carnival of Science: Essays on Science, Technology and Development, Oxford University Press, Delhi 1997) e Vinay Lal (Science in Question, www.vinaylal.com/ESSAYS(POK)/sci6.pdf ).

La questione del cibo, che sappiamo essere legata ad altri temi globali (deforestazione, cambiamento climatico globale, energia) non è un tema settoriale, ma deve essere posta al centro dell’attenzione di tutti e tutte coloro che operano per un cambiamento strutturale e culturale che si richiama alla nonviolenza gandhiana.

Grazie anche al dossier della rivista “A” abbiamo a disposizione un utile strumento educativo e informativo da far conoscere e divulgare per promuovere il cambiamento concreto, giorno per giorno, dei nostri stili di vita e della nostra cultura.

Da: Shiv Visvanathan, On the annals of the laboratory state,

http://www.unu.edu/unupress/unupbooks/uu05se/uu05se0k.htm

Legenda: mechanical (body) = concezione meccanicistica del corpo; vivisection = vivisezione; factory farms, slaughter house = allevamenti intensivi, mattatoio; scientific management, assembly line = gestione scientifica del lavoro (taylorismo), linea di assemblaggio (montaggio); concentration camp = campo di concentramento (sterminio); nuclear physics (Hiroshima) = fisica nucleare (Hiroshima, e Nagasaki, ndt); genetic engeneerign = ingegneria genetica.

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