Facce da straniero. Al Museo di Scienze Naturali – Simona Defilippi ed Elvira Augello

Si potrà visitare fino a martedì 18 maggio presso il Museo di Scienze naturali di via Giolitti 26 a Torino, la mostra “Facce da straniero-30 anni di fotografia e giornalismo sull’immigrazione in Italia”, presentata da FIERI (Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione).

La mostra rappresenta l’esito della ricerca “Lo sguardo sull’altro”, iniziata nel novembre del 2006, promossa da FIERI e finanziata dalla Compagnia di San Paolo e dalla Regione Piemonte (assessorato Cultura). Oltre alla mostra, la ricerca ha portato alla pubblicazione di un volume edito da Bruno Mondadori (collana Ricerca), con capitoli scritti dai curatori e saggi di altri autori.

L’esposizione racconta, attraverso soprattutto immagini, ma anche pannelli esplicativi per il pubblico, il modo in cui il fotogiornalismo ( e quindi principalmente le copertine dei giornali) hanno trattato il tema dell’immigrazione. La ricerca ha preso in esame alcune testate specifiche e le ha studiate nel corso di trent’anni, dall’inizio degli anni Ottanta fino ai giorni nostri. Il risultato è un lavoro interessante da attraversare e da scoprire. A fianco della mostra sono stati organizzati inoltre incontri di approfondimento e proiezioni di documentari che aiutano a conoscere meglio il tema. E’ possibile anche, previo appuntamento, effettuare delle visite guidate con i curatori.

Le discipline principali che hanno guidato l’analisi dei ricercatori coinvolti sono quelle sociologiche, antropologiche, storiche, semiologiche, i gender studies e i visual studies.

116 copertine, 1368 servizi distribuiti su 4956 pagine e un totale di 7327 fotografie: questi sono i numeri che rendono un idea a livello quantitativo di come sia stato analizzato il fenomeno. Oltre a pannelli che forniscono un’ampia panoramica sulla rappresentazione giornalistica dell’immigrazione, la mostra contiene molte copertine dedicate ai fenomeni migratori nell’arco di tempo che va al 1980 ( anni di inizio dei flussi in entrata) al 2007. Oltre alla qualità dei materiali proposti, ciò che rende questa mostra importante sono le idee da cui nasce e gli scopi che si prefigge.

La scelta del museo di ospitare questa mostra nasce dal ritenere l’uomo parte integrante della natura e le migrazioni come portatrici di una ricchezza biologica incredibile che solamente un approccio multiculturale permette di cogliere.

Quello dello straniero è oggi un vero e proprio campo di battaglia e quindi è necessario fare un passo indietro e guardare all’evoluzione che la rappresentazione dello straniero ha avuto in questi trent’anni.

Un’evoluzione che nei suoi esordi ci restituisce un’immagine dello straniero esotica e buonista. Il nero quale unico colore del terzo mondo, la compassione verso il clandestino in cerca di fortuna: sono questi gli anni ’80. Ma ecco tutto cambia nei primi anni ’90: dall’Adriatico sopraggiungono barche colme di poveri bianchi, gli albanesi e tutte le precedenti rappresentazioni vengono stravolte. Ritornano da quegli anni reportage molto dettagliati che però all’epoca non godettero di successo poiché non allineati a quanto si voleva far passare attraverso l’informazione. I lavori fotografici esposti sono stati selezionati dai singoli autori: si è voluto che fossero loro a scegliere quali immagini ritenessero significative per indicare il loro punto di vista sull’alterità e sulla costruzione della realtà. Chi produce immagini dà una rappresentazione molto complessa della realtà che poi però viene filtrata dalle redazioni. Di fronte a un uso strumentale delle immagini, questa mostra si pone come un progetto di divulgazione, un cassetto degli attrezzi per una seria e critica educazione all’immagine.

L’esposizione, curata da Luigi Gariglio, Andrea Pogliano e Riccardo Zanini, è parte di un più ampio progetto culturale e divulgativo scaturito dallo studio “Lo sguardo sull’altro”, svolto dal Fieri a partire dal novembre del 2006.

Il progetto di ricerca e divulgazione muove da alcune domande: quanta visibilità ha avuto il tema dell’immigrazione? Qual è stato l’orientamento delle varie testate? Cosa è stato mostrato e in quali modi? Quali icone sono emerse e come sono cambiate nel tempo?

In conclusione, vengono esposti, per la prima volta, gli scatti di una quarantina di fotografi professionisti, alcuni dei quali pionieri del fotogiornalismo sull’immigrazione: Marco Ambrosi, Roberto Arcari, Emanuela Ascari, Isabella Balena, Aniello Barone, Gianni Berengo Gardin, Massimo Berruti, Marco Bulgarelli, Tommaso Buzzi, Maurizio Cimino, Annalisa Cimmino, Francesco Cito, Francesco Cocco, Melania Comoretto, Alfredo D’Amato, Michele D’Ottavio, Gughi Fassino, Max Ferrero, Stephanie Gengotti, Tony Gentile, Fausto Giaccone, Francesco Giusti, Uliano Lucas, Bruno Marchetti, Enrico Martino, Giovanni Melillo Kostner, Mimì Mollica, Luana Monte, Stefano Montesi, Antonello Nusca, Stefano Giulio Pavesi, Mauro Raffini, Andrea Sabbadini, Giulio Sarchiola, Roby Schirer, Paolo Siccardi, Maurizio Totaro, Paolo Verzone e Francesco Zizola.

La mostra mette in luce alcuni percorsi della fotografia d’attualità, tra contributo alla conoscenza e costruzione di simboli: informazione, comunicazione, pubblicità commerciale, propaganda politica, evidenziando anche le sovrapposizioni e le ambivalenze.

Il volume, che ha lo stesso titolo della mostra (Facce da straniero. 30 anni di fotografia e giornalismo sull’immigrazione in Italia) e gli stessi curatori, è uscito in libreria dal 20 aprile, edito da Bruno Mondadori (Collana Ricerca). Raccoglie letture critiche e resoconti dall’approccio multidisciplinare: sociologico, antropologico, storico, semiologico, dei gender studies e dei visual studies. Sono presenti contributi di Paola Corti, Francesca Decimo e Cristina Demaria, Pietro Cingolani, con la prefazione di Ferruccio Pastore, direttore di Fieri. La pubblicazione dà conto – attraverso analisi e interviste – delle rappresentazioni dell’immigrazione straniera in Italia prodotte dal fotogiornalismo italiano dal 1980 ai nostri giorni, approfondendo alcuni aspetti, come ad esempio la fotografia di viaggio dell’emigrazione o l’immigrazione femminile.

Dalla ricerca è emerso che, nonostante la presenza di esempi virtuosi, il fotogiornalismo praticato dai settimanali illustrati d’attualità è in buona parte riduttivo e semplificatorio, espressione di un ritardo culturale e di un’impreparazione di fronte a uno dei fenomeni, quello migratorio, che è tra i più rilevanti del nostro tempo. Soprattutto, la produzione fotogiornalistica non mette in evidenza la pluralità delle esperienze migratorie e dei mondi di provenienza: prevalgono figure tipiche e interpretazioni ricorrenti: si sono imposti, ad esempio, i tipi dell’uomo “nero” proveniente dal Terzo Mondo o della donna prostituta; il bacino immaginifico della religione è stato progressivamente monopolizzato dall’Islam; la questione del razzismo è stata confinata nell’ambito di gruppi minoritari come gli ultras, i naziskin e i neofascisti; l’i ntegrazione è stata associata principalmente al successo economico e la diversità è stata osservata con un approccio spesso folkloristico.

Il centro studi Fieri si propone come ponte tra le attività di ricerca, da una parte, e i decisori politici, gli operatori sociali, i media e l’opinione pubblica, dall’altra. Il lavoro svolto, è stato sostenuto economicamente dalla Compagnia di San Paolo e dall’Assessorato regionale alla Cultura.

L’intero progetto, posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e col patrocinio del Comune di Torino, è organizzato col contributo della Regione Piemonte e la collaborazione del Museo Regionale di Scienze Naturali, delle Biblioteche Civiche Torinesi e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Biblioteca Nazionale Universitaria.

Per il 29 aprile, nella Sala Conferenze del Museo, è in programma un convegno. Nella sessione mattutina sono previsti gli interventi di Carlo Marletti e Marinella Belluati (Università di Torino; “Una panoramica generale sul giornalismo in Italia e sull’immigrazione”); Marco Binotto (Università La Sapienza di Roma, “Giornalismo e immigrazione oggi: verso una deontologia professionale?”); Jessika Ter Wal (Utrecht School of Governance, “Razzismo e rappresentazioni mediatiche. L’Italia e l’Europa a confronto”). I relatori iscritti per la sessione pomeridiana, oltre agli autori del libro Facce da straniero, sono Giovanna Calvenzi (photoeditor di Grin – Gruppo Redattori Iconografici Nazionale, “ Giornalismo fotografico. Il caso italiano”); André Gunthert (direttore della rivista «Études Photographiques» e del Lhivic – Laboratoire d’Histoire Visuelle Contemporaine presso l’Ehess – École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi, “ Riflessioni intorno a fotografia, giornalismo, alterità”).

“Sguardi da straniero. Gli immigrati si raccontano” è la rassegna di documentari tratti dall’archivio della manifestazione “Crocevia di sguardi”. Gli appuntamenti sono in calendario il giovedì sera: Le case di Cristina, di Suzanne Raes (Paesi Bassi, 2007) il 29 aprile e Io, la mia famiglia e Woody Allen, di Laura Halilovic (Italia, 2009) il 6 maggio.

Il progetto ha, infine, una colonna sonora: Tatè NsonganTrio, opera ispirata alle esperienze dei migranti realizzata da musicisti di diversa provenienza: il camerunense Tatè Nsongan (chitarra, percussioni e voci), l’italiano Lamberto Curtoni (violoncello) e i senegalesi Cheikh Fall (kora, percussioni, voce) e Sam (percussioni).

orario: 10.00 –19.00 apertura tutti i giorni, escluso il martedì

Informazioni e biglietteria

Biglietteria: 011 4326354

Numero verde InfoMuseo: 800 329 329

PER INFORMAZIONI RIGUARDO IL PROGETTO

[email protected]

www.fieri.it

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