Lode del non-allineamento – Johan Galtung

Stiamo vivendo una battaglia mondiale contro il terrorismo; con le parole dell’attuale Segretario di Stato, nel 2001 senatrice, Hillary Clinton che continuano a risuonare nelle nostre orecchie: “se non siete con noi (cioè gli USA) siete con i terroristi”, non il blando “se non siete con noi siete contro di noi”, no, siete con i terroristi. Tertium non datur, nessuna terza possibilità, come essere contro tutt’e due – o a favore di tutt’e due, opzione più originale per i trafficanti d’armi e le spie doppiogiochiste – o essere non-allineati, trattare le problematiche caso per caso.

Quanto esigono gli USA è molto. Non solo adunarsi dietro di loro in coalizioni dei volonterosi, contro i mali sociali, come il terrorismo oggi e il bolscevismo ieri; ma, così facendo, avallare di fatto la politica USA, o almeno non criticarne il Capo indebolendone forse la lotta, e accettare la mappa mondiale USA di buoni-cattivi.

Il primo punto contro i mali sociali si accetta facilmente come procedere per ridurli o eliminarli è un’altra faccenda.

Ma il secondo punto è ben più problematico. E’ una copertura degli enormi crimini USA per il mondo, non solo gestendo un sistema economico mondiale, l’ipercapitalismo, che uccide strutturalmente milioni di persone per fame e malattie facilmente prevenibili/curabili, ma mantenendolo ovunque mediante interventi militari, 244 dall’inizio con Thomas Jefferson, che uccidono di nuovo a milioni – direttamente.

Questo secondo punto dell’implicito avallo è forse il più importante dal punto di vista di Washington, che tende a pensare di poter gestire le uccisioni militarmente da sola. Ma poi salta fuori qualcuno d’accordo sull’impero del male e sul male terrorismo, senza però entrare nell’ alleanza o nella coalizione. Il che appare come “una peste sia dell’uno che dell’altro”, addirittura un “equiparare” bolscevismo e imperialismo, e terrorismo e terrorismo di stato. Questo sarebbe iniquo: l’imperialismo e il terrorismo di stato uccidono molto di più.

E fu così che abbiamo avuto il Movimento dei Non-Allineati, NAM, dal 1955 e 1961, Bandung e Belgrado. E i 5 paesi neutrali-nonallineati, NN, nella fascia europea nord-sud fra i due blocchi: Finlandia e Svezia nel nord, Austria e Svizzera nel centro alpino, Jugoslavia nel sud mediterraneo. Si stagliano alcuni nomi: Kekkonen e Palme, Kreisky e Anonimi (i presidenti svizzeri), Tito e il suo architetto di politica estera Leo Mates.

Ed è così che oggi non abbiamo una tale fascia di nonallineati per le tre guerre USA attuali: al terrorismo dal 2001, in Afghanistan, anch’essa dal 2001, e in Iraq dal 2003. Ma sta prendendo forma, e più intensamente che nel caso di quei cinque paesi minori durante la guerra fredda, con Turchia-Iran, Russia-Cina. I paesi Est-Europei, che pur s’avvantaggiarono tanto dei neutrali-nonallineati durante la guerra fredda, sono oggi arruolati nella schiera USA, il nemico del proprio nemico, l’URSS. Non durerà a lungo.

Durante la guerra fredda la Jugoslavia ruppe con l’URSS nel giugno 1948 senza ufficialmente passare con gli USA, la Svizzera proseguiva con la sua antica neutralità come sede per assemblee importanti, l’Austria fece altrettanto fornendo pure un modello di unificazione nonallineata – offerta anche alla Germania e respinta da Adenauer. Parlavano tutti negativamente della corsa agli armamenti delle due superpotenze, e la Svezia criticò il loro nuclearismo e la disponibilità a commettere genocidi di massa.

Ma la Finlandia, in grado di comunicare con tutt’e tre le parti, NATO, Patto di Varsavia e NN, operò un miracolo: la Conferenza (poi Organizzazione) per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, C(O)SCE, a Helsinki, i preparativi nel 1972 e l’Atto Finale nel 1975.

Con ciò la guerra fredda avrebbe potuto terminare. ma il dispiegamento del tutto contro-producente di missili USA in 5 paesi NATO ne attardò il processo per 14, 15 e più anni. E gli USA odiavano il NAM e i paesi neutrali-nonallineati in Europa.

L’intento degli USA non era di risolvere qualcosa, come trovare un’ alternativa alla forte dicotomia fra iper-capitalismo e programmazione statale, agli interventi militari da ambo i lati, per l’autonomia dell’Europa dell’ Est, governata né dall’Est né dall’Ovest. L’intento USA era di vincere, e vedevano d’intralcio non solo il Patto di Varsavia e l’URSS, ma anche i neutrali-nonallineati.

Gli USA si rivalsero dopo il crollo URSS, e si incontraronoti ben oltre la metà strada con le élite dei cinque paesi, che si scusarono ricusando perfino il loro importante ruolo ponte. La Serbia rifiutò di smontare la propria economia mista a favore della privatizzazione e fu ridotta alla sottomissione coi bombardamenti del 1999 sotto vari pretesti. La Svizzera fu esposta al ricatto – non senza giustificazione – per il suo sistema bancario. L’Austria parve scusarsi, ma non è (ancora) entrata nella NATO, come parti dell’ex-Jugoslavia. Palme fu ucciso, ovviamente, nel 1986 – da un triangolo fra pensionati CIA-FBI, l’ala destra della Säpo, polizia di sicurezza svedese, e la sciocca pedina Petersson (come Lee Harvey Oswald). E la Svezia voltò le spalle a Palme come fosse appestato arruolandosi come lealista USA.

E la Finlandia: quasi scusandosi con impaccio per non aver avuto scelta, volgendo le spalle a Kekkonen, trovandogli qualche negatività. Le zanzare punzecchiavano quel gigante, senza peraltro aggiungere granché alla loro statura.

Complessivamente tutt’e cinque si misero dalla parte del “vincitore”, secondo la logica del sistema statuale, e fecero ammenda superando la successiva prova di fedeltà, contro il terrorismo. Un triste spettacolo, date le atrocità dell’impero USA (1), e la copertura di queste come di quelle dell’alleato – nonché omologo su scala regionale! – Israele. Avrebbero dovuto invece vantare la propria parte di merito per aver posto fine alla guerra fredda, avvicinando le parti in conflitto, come modelli per una terza via, che è poi come la storia li ricorderà.

Speriamo che i non schierati di oggi finiscano per non favorire né il terrorismo né il terrorismo di stato. Possiamo fare bene a meno di loro.

(1) Si veda il mio The Fall of the US Empire – And Then What?, TRANSCEND University Press, 2009; www.transcend.org/tup.

22 marzo 2010
Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis.
Titolo originale: IN PRAISE OF NONALIGNMENT

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