Quando gli uomini recupereranno nei confronti delle donne? – Johan Galtung

La giornata della donna è arrivata ed è passata, ed era ben la 100a da quando fu proposta da Clara Zeitlin a un convegno di donne a Copenhagen nel 1910. Poi, l’8 marzo, ci furono dimostrazioni in Europa contro una stupidità maschile nota come Prima Guerra Mondiale.

E questo è proprio quello che vogliamo trattare qui: quando finalmente gli uomini recupereranno nei confronti delle donne nell’agire per la pace, essere per la pace, praticare la pace? Il problema si riduce alla penosa questione tante volte posta ma che non ha avuto altrettante risposte: l’obiettivo è la parità strutturale donna:uomo 50:50, in tutte le nicchie della società globale e nazionale? Compreso l’esercito, le armi di distruzione di massa, le mafie dello spionaggio, i mercati con le loro armi di distruzione finanziaria di massa attualmente puntate sui deboli paesi europei e sull’euro stesso?

Oppure, è la parità culturale fra le culture profonde maschile e femminile? Oppure, potrebbe essere una parità fra una struttura a dominazione maschile e una a dominazione femminile? Oppure, che la cultura migliore prevalga in ogni nicchia? Per semplicità, ci si potrebbe forse riferire all’approccio paritetico (50:50) come a un femminismo superficiale e allora la ricerca verte sulle caratteristiche di un femminismo più profondo. Se n’è scritto e detto molto, e altro si scriverà e dirà. Questo è uno sforzo ulteriore; spudoratamente scritto da un uomo.

Una prima riflessione da ricercatore per la pace con una certa esperienza derivata da tentativi di mediazione e da un impegno per la pace in generale: le donne risultano molto più empatiche e compassionevoli, più in grado di umanizzare la controparte in un conflitto salvo quando – come chiunque – messe alle corde. Le donne sono anche più olistiche, vedono le totalità, come i conflitti, da sopra. E sono molto meno fisicamente violente. Essendo molto loquaci, possono tuttavia essere più violente verbalmente. Le donne risultano brave nella cultura profonda, e meno preparate nelle nostre strutture superficiali. C’è ampio spazio per un femminismo profondo.

E’ allora davvero una buona idea preparare le donne alla parità al 50% nell’uccidere con licenza statale? Il punto è non solo conoscere le specificità tecniche dell’uccidere, ma reprimere empatia e compassione, “uccidere a sangue freddo”, come si dice. Così, il soldato norvegese in Afghanistan noto per aver ucciso più afghani in un colpo (20-25) è una donna, che ha trovato la cosa non problematica dato che il parlamento norvegese aveva autorizzato la partecipazione norvegese (le democrazie sembrano avere licenze d’uccidere supplementari). Ma, come disse un ricercatore di pace norvegese, le donne sono molto vicine a indifesi bebé, e a indifesi uomini appena dopo un amplesso. Davvero questa combinazione dell’uccidere tecnico-spirituale porta avanti l’umanità?

Il punto è non solo l’accresciuta violenza ma una riduzione della pace giacché l’empatia e la nonviolenza sono così importanti per la costruzione della pace. Devono essere entrambe sradicate. E non sembra essere così facile. Per tale ragione alle soldatesse USA si danno compiti nell’uccidere non in combattimento, come dirigere i droni mediante un computer, lontani, per esempio da Washington. Le uccisioni avvengono, ma la distanza annulla empatia e compassione. Una vecchia formula, usata anche per gli uomini. Per gli ufficiali = elementi da ufficio.

Che le donne siano state via via selezionate per ruoli basati sull’attenzione alle persone, dall’assistenza neonatale a quella medica a quella più complessiva agli infermi e ai vecchi, e gli uomini via via selezionati per ruoli basati sull’attenzione alle cose, o a trattare le persone come cose, è ovvio. Il ruolo di amministratore delegato-direttore generale in una grossa azienda si basa su un orientamento alle cose; quindi un gran complimento alle donne per essere sottorappresentate. Questa differenza, a parte l’attività assistenziale, è biologica o socio-culturale?

La risposta sia-sia è altrettanto penosamente ovvia quanto quella dei molti che sembrano credere debba essere o-o.

Così, la monoaminoossidasi (MAO) serve come bloccante per l’adrenalina, abbassando la violenza fisica, pertanto se le donne hanno più MAO dovrebbero essere meno violente. E se le donne hanno un corpus callosum – il nervo che collega i due emisferi cerebrali – più largo, dovrebbero connettere meglio il verbale e l’emotivo ed essere più brave nel confortare ma anche nella violenza verbale. Proprio come la forza fisica maschile media supera la forza fisica femminile media.

Il socio-culturale usa tali differenze, apre nicchie e alloca con lotta darwiniana piuttosto che con meccanismi cooperativi kropotkiani. Raccogliere, partorire, assistere e dedicarsi a cure infermieristiche, ha limitato lo spettro d’azione femminile, mentre cacciare ecc. ha aumentato quello maschile.

Le nicchie sociali prevalenti sono quelle del genere dominante, gli uomini; oppure è il genere dominante a occupare le nicchie prevalenti? Entrambi, naturalmente, ma la seconda formula si presta a un maggior mutamento sociale. Potremmo semplicemente migliorare le nicchie strutturate attorno all’orientamento sulle persone, e svalutare le altre. “Paga uguale a donne e uomini per lo stesso lavoro” va bene, è semplice giustizia. Ma molto più importante è “paga più alta per lavori orientati alle persone che per quelli orientati alle cose”, pagare bene le madri per la produzione della vita, più ancora per assistenti e infermiere, pagarle di più che gli inventori-distributori-attivatori di macchine per uccidere, compresi gli speculatori finanziari. Provvedere a che questi ultimi scambino la loro paga media con quella delle professioni assistenziali, e che le professioni legate all’uccisione scambino la loro con quella delle professioni di pace. Retribuire la virtù, non il vizio, per un progresso sociale.

La tesi è: paga uguale per i generi, ma non per i lavori. Taluni lavori dovrebbero essere eliminati da un’evoluzione sociale decente. La gran parte di questi è detenuta da uomini che dovranno lavorare sodo per pareggiare la propria posizione. Femministi profondi di ambo i generi in tutto il mondo unitevi, avete da perdere solo una società deformata.

15 marzo 2010
Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis
Titolo originale: WHEN WILL MEN CATCH UP WITH WOMEN?

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