Stiamo cercando di essere certificati – ISO Gandhi-9000 – Giorgio Barazza

LA STORIA SIAMO NOI – Intervento all’iniziativa del Movimento NoTAV a Rivoli del 26/2/2010 (durata 3 minuti)

Buone notizie. Si racconta che al Centro Studi Sereno Regis, sezione ricerca sulle lotte nonviolente, avevamo saputo della vostra lotta così abbiamo fornito tutta la documentazione a Gene Sharp, storico, studioso di lotte nonviolente, che ha realizzato una corposa opera su questo tema: “Politiche dell’azione nonviolenta”, in 3 volumi: il potere e la lotta (vol.1), le tecniche (vol.2) e la dinamica (vol.3), pubblicati dall’Edizioni Gruppo Abele. Gli abbiamo chiesto di dare uno sguardo per valutare l’opportunità di metterla nella sua prossima edizione del libro.

Ci ha risposto fornendoci uno SCHEMA dove confronta la lotta armata con la lotta nonviolenta e ci lascia un APPUNTO nel quale fa presente che potremmo riconoscerci a pieno titolo come una sperimentazione, ancora in fase di collaudo, (prima di entrare in una fase di diffusione generalizzata) di quella difesa popolare che dovrebbe essere sperimentata in Italia in base all’art. 8 c. e della legge di riforma della obiezione di coscienza al servizio militare (oggi sospeso) e un SUGGERIMENTO.

Il suo schema riguarda 14 parametri con cui confronta la forze armate e le lotte nonviolente. Di questi parametri quattro non sono presenti nelle forze armate: (1) rinunciare alla violenza, (2) accrescere la solidarietà, (3) agire apertamente e (4) portare avanti un progetto costruttivo. Gli altri 10 sono presenti in entrambe le forme di lotta armata e nonviolenta (5) preparazione, (6) strategie e tattiche, (7) qualità e quantità, (8) vincere la paura, (9) sofferenze, (10) perseverare; su alcuni ci sono differenze significative: (11) organizzazione (decentrata e non centralizzata), (12) leadership (diffusa e non gerarchica).

In attesa di questo riconoscimento che non tarderà a venire dalle istituzioni (chi si offre?) suggerisce di migliorare alcuni aspetti legati a due ulteriori parametri: addestramento (13) e disciplina nonviolenta (14).

A tale proposito fa presente che l’indisciplina nella lotta è un fattore critico di successo fondamentale in quanto atteggiamenti individuali impropri rispetto alla dichiarazione di lotta nonviolenta, che si manifestano nella comunicazione o nel comportamento e “suonano fuori dall’orchestra” possono provocare diversi ordini di problemi:

– Nei confronti delle forze dell’ordine (o disordine) delle classi “dirigenti” possono portare a reazioni repressive non volute, ad alzare il livello della tensione, mettendo a rischio anche quelle persone che partecipano alla lotta con livelli di disponibilità ad affrontare il rischio più bassi e rendendole non più disponibili o titubanti per successive lotte.
– Nei confronti del fronte avversario impedisce a chi è alleato-perplesso (nel sostenere le sue posizioni) di prendere le distanze dallo zoccolo duro della propria parte facendo notare che le vostre richieste (legittime) non sono rivendicate con metodi “violenti”.
– Nei confronti dell’opinione pubblica che fatica a esprimersi sensibile, a simpatizzare per questa lotta quando vede o sente di obiettivi sacrosanti (essere ascoltati, condividere lo sviluppo), che riconosce giusti, portati avanti con la “violenza”.

Per cui suggerisce laboratori della nonviolenza in cui attraverso un lavoro su di sé si possa mettere la rabbia al servizio della lotta ed anche mettere in prima fila nei momenti dello scontro persone che sappiano sopportare la sofferenza con livelli più alti di disciplina nonviolenta (come è successo nelle lotte nel Sudafrica del 1984 e in quelle a Nashville-USA negli anni ’60)

Comunque in attesa di questa certificazione pubblica, da parte di livelli nazionali o locali della pubblica amministrazione,

– i corpi civili di pace, una organizzazione che si occupa di costruire forze di intervento nonviolento per essere presente nei conflitti armati internazionali vi consegna questa certificazione onoris causa a nome del popolo italiano in cui la lotta di popolo della NOTAV è riconosciuta come sperimentazione di forme di lotta non armata, difesa popolare nonviolenta e
– il Gruppo educazione alla pace (EDAP) del Centro Studi Sereno Regis vi offre un bonus omaggio per un laboratorio della nonviolenza della durata di 15 ore (5 incontri di 3 ore) per 15-20 persone

Giorgio Barazza – Centro Studi Sereno Regis


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