Il fisico e la hippy – Recensione di Cinzia Picchioni

cop sertorioL. Sertorio, La Natura e le macchine, seb27, Torino 2009, pp. 86, €12,00
Id., Ritorno al solare, seb27, Torino 2000, pp. 28, €5,16
Id., Il Potere del Fossile, seb27, Torino 2000, pp. 40, €5,16

Il fisico e la hippy
Molto carini questi librini! Bella veste grafica, cura dei caratteri, uso del maiuscoletto, colori azzeccati, cartoncino/carta del gusto spessore. Bravi ‘sti qua di Seb 27, piccola ma professionale casa editrice torinesissima che ha pubblicato alcune cose del professor Luigi Sartorio. Fin qua la forma (deformazione professionale di una correttrice di bozze). Ma anche il contenuto non scherza: Ritorno al Solare, Il Potere del Fossile, L’uomo senza varietà (solo questo pubblicato da otto, Torino 1998), La Natura e le macchine (sottotitolo: La piramide economica del consumismo ha la base nella miseria) sono i titoli che desidero sottoporre all’attenzione di chi legge (chi legge in generale e chi sta leggendo ora!). In questi tempi in cui si ri-parla di nucleare (ancora? Ma non era stato fatto un referendum? E i «comuni denuclearizzati» come faranno?…) vale la pena di rinfrescarci un po’ la memoria.

I primi tre titoli sono usciti come «Quaderni di educazione al risparmio energetico» del Centro Studi Domenico Sereno Regis; brevi testi di buona divulgazione, rivolti a studenti, insegnanti, ricercatori.

Ma è da La natura e le macchine che traggo queste righe, usandole come riflessione per il nuovo anno:

Cosa hanno in testa gli economisti quando usano l’accostamento di parole “sviluppo sostenibile”? Perché queste parole così frequentemente ripetute come tema, raccomandazione, proclama, sono la combinazione di due concetti incompatibili. Dallo Zingarelli: «sviluppo è accrescimento, incremento», dunque è la variazione di un fenomeno nella sua fase transiente; sostenere un transiente è proprio un bisticcio di concetti, una figura retorica, un ossimoro senza senso. Sostenere la crescita per un po’? Allora chiamiamolo «sviluppo organico”, processo certamente a termine. Quello, per intenderci, che è lo sviluppo di un bambino sano, che nasce di tre chili e mezzo, poi arriva a quindici chili nell’età dei giochi e infine arriva a settanta chili quando è cresciuto fino a un metro e ottanta e basta così. Deve crescere per sempre? […]Sviluppo di una città? Fino a un milione di abitanti, dieci milioni, venti milioni? Stiamo pensando a una città che cresce perennemente?

E sì, vabbè, io sono – come dicono gli amici di mio figlio – «una vera freakkettona», cresciuta a pane e Piccolo è bello di Schumacher, ma Luigi Sartorio si è laureato in Fisica Teorica nell’anno in cui io nascevo, è professore associato di Meccanica statistica e Ecofisica all’Università di Torino, è stato ricercatore al Cern , ha diretto per diversi anni programmi della Divisione affari scientifici della Nato un fisico, la sua attività di ricerca si è svolta nelle aree delle particelle elementari ad alta energia, della meccanica statistica relativistica e della termodinamica… mica candele e palla lavante al posto del detersivo!

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