mercoledì 5 agosto – Remember Hiroshima – Perché non accada mai più

Video e poesie in ricordo della tragedia di Hiroshima e Nagasaki – Per evitare la catastrofe futura dobbiamo agire oggi

Notte tra il 5 e 6 agosto 2009, Murazzi del Po 25/27 (di fronte Centro Sociale), dalle ore 22.00

Sessantaquattro anni dopo il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, il rischio di un’escalation nucleare continua ad essere elevato.
Con il disarmo sovietico, la fine della guerra fredda e la caduta del muro di Berlino si era fatta strada la speranza che questa minaccia si fosse allontanata per sempre; e invece, purtroppo, agli irresponsabili interessi delle potenze nucleari ed alla follia di gruppi violenti con possibile accesso a materiale nucleare di dimensioni ridotte, dobbiamo aggiungere il rischio di un incidente che potrebbe far scoppiare un conflitto devastatore.

Il 6 agosto in tutto il mondo saranno ricordate le vittime dei bombardamenti, e tutto il disastro successivo provocato da “Little boy”.

A Torino, ricordando Hiroshima e Nagasaki, invitiamo tutti a portare e leggere un testo od una poesia, e ad affidare alla corrente del Po tante piccole candeline, un segno di luce e di speranza, perché una tale tragedia non succeda mai più: e come afferma Rafael de la Rubia, Coordinatore della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, “per ricordare le genti di Hiroshima e Nagasaki, per dare dignità alla loro memoria e per rafforzare un movimento mondiale aperto e diverso, che rifiuti qualunque forma di violenza ed affermi l’essere umano come massimo valore”.

Comitato torinese per la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza
www.theworldmarch.org
[email protected]
Info: 340.2753106; 334.8968056

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza chiede: disarmo nucleare totale a livello mondiale – ritiro immediato delle truppe invasore dai territori occupati – riduzione progressiva e proporzionale dell’arsenale convenzionale – firma di trattati di non aggressione fra paesi – rinuncia dei governi a utilizzare la guerra come mezzo per risolvere i conflitti

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