La nonviolenza chiave per risolvere la crisi politica in Iran – Fellowship of Reconciliation

“La violenza non è una soluzione, e genera altra violenza,” ha dichiarato oggi la Fellowship of Reconciliation, in risposta ai continui scontri politici in Iran.
Ieri (martedì 16 giugno), decine di migliaia di sostenitori del presidente Mahmoud Ahmadinejad e dei suoi principali sfidanti Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi hanno partecipato a raduni e marce separate a Tehran. I raduni hanno avuto luogo contemporaneamente in aree vicine della capitale, inducendo molti a temere che potesse esplodere la violenza fra gruppi rivali. Nei giorni immediatamente precedenti, dopo le elezioni nazionali dell’Iran il 12 giugno, alcuni manifestanti avevano compiuto atti vandalici e si erano scontrati con la polizia, mentre la polizia e la forza paramilitare Basij erano state accusate di violente repressioni. Fonti ufficiali riconoscono che almeno sette iraniani sono stati uccisi durante le proteste; un numero imprecisato di oppositori è stato arrestato, e numerose sedi di media sia di carta  stampata sia online sono stati chiusi.
Fortunatamente, ieri gli sforzi di organizzatori e polizia hanno mantenuto separati i gruppi rivali, e si sono verificati solo piccoli episodi di violenza. E oggi si è tenuto a Tehran un altro massiccio raduno di sostenitori di Mousavi; questa volta senza una manifestazione simultanea di sostenitori di Ahmadinejad. Stando alle notizie che sono giunte, durante l’intera marcia decine di migliaia di persone sono state in silenzio per esprimere pacificamente la loro protesta.
In una dichiarazione rilasciata oggi, la Fellowship of Reconciliation (FOR) ha sostenuto che “In quanto alleati internazionali dediti ai principi e alla pratica della nonviolenza attiva, parliamo da un luogo che manifesta affetto per l’Iran e il popolo iraniano. Raccomandiamo strenuamente mezzi nonviolenti di risoluzione della difficile situazione in Iran. Sollecitiamo chi sta protestando per i risultati delle elezioni di continuare a mantenersi calmi e di astenersi dal danneggiare proprietà pubbliche. Al tempo stesso, condanniamo fortemente l’uso governativo della forza contro civili disarmati.”
“Siamo anche preoccupati per la risposta del nostro governo alla crisi,” ha detto Mark C. Johnson, direttore esecutivo FOR. “All’inizio del mese, durante la sua visita al Cairo il presidente Obama ha invocato una nuova relazione con il mondo musulmano. Ora che il popolo iraniano riemerge in questo importante momento storico, la nostra nazione dovrebbe cercare di impegnarsi in un dialogo faccia a faccia con la Repubblica Islamica d’Iran, e porre fine a un’era di ‘guerra fredda’ di antagonismo e sfiducia.”
NYACK, NEW YORK – 17 giugno 2009

Contatti:
– Leila Zand, programma FOR per l’Iran, [email protected], 518-831-9005 (work)
– Mark Johnson, direttore esecutivo del FOR, [email protected], 312-644-5202 (cell)

Titolo originale: Nonviolence key to resolving Iran’s political crisis
http://www.forusa.org/media/nonviolenceiniran.html
Traduzione di Miky Lanza per MIR-MN e Centro Sereno Regis

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