mercoledì 18 marzo – Leggere Gandhi a Torino – Secondo appuntamento

Leggere Gandhi a Torino. Dall’India di Gandhi, qualche idea per affrontare la grande crisi globale
mercoledì 18 marzo 2009 – ore 18
Sala Gandhi – Centro Studi Sereno Regis –  via Garibaldi, 13 – Torino

Cap. 7 (Perché fu persa l’India), 8 (La condizione dell’India), 9 (La condizione dell’India: le ferrovie), 10 (La condizione dell’India: gli indù e i musulmani),-11 (La condizione dell’India: gli avvocati), 12 (La condizione dell’India: i medici). Interventi di Beppe Marasso e Angela Dogliotti Marasso

Secondo appuntamento della lettura critica di Hind Swaraj (La liberazione dell’India), nella traduzione italiana curata dal Movimento Nonviolento, con il titolo: Civiltà occidentale e rinascita dell’India, Verona 1984.

E’ noto che Gandhi non scrisse molti libri, sebbene le sue opere (discorsi, lettere, articoli di giornali) comprendano ben cento volumi (disponibili in cartaceo e digitale presso la Biblioteca del Centro Sereno Regis).
Oltre alla sua diffusissima autobiografia, che porta il significativo titolo di “Esperimenti con la verità”, nel 1908 scrisse un libricino, Hind Swaraj (la liberazione dell’India), che fu pubblicato l’anno successivo.
La traduzione italiana è stata curata dal Movimento Nonviolento, con il titolo: Civiltà occidentale e rinascita dell’India, Verona 1984. Un’altra edizione è contenuta nella raccolta di parte dei suoi scritti curata da Raghavan Iyer, La forza della verità, Sonda, Torino 1991, pp. 199-252. In numerosi siti web è disponibile l’edizione inglese. Si veda ad esempio:
www.soilandhealth.org/03sov/0303critic/hind%20swaraj.pdf.
Gandhi immagina di dialogare con un ipotetico lettore e in venti brevi capitoletti riassume gli aspetti principali del suo pensiero su pace, guerra, nonviolenza, educazione, sviluppo e progresso economico. In un confronto serrato con il suo interlocutore, egli muove una critica molto radicale alla civiltà occidentale, mettendone a nudo i principali difetti e l’immoralità del sistema economico capitalista dominante oltre che, nello specifico, del colonialismo inglese. Nel corso del tempo, le tesi di Gandhi hanno suscitato i commenti più disparati: da coloro che vedono in lui l’antesignano dei movimenti ecologisti e altermondisti, a chi lo considera un reazionario tradizionalista.
Ma di questi giorni, un secolo dopo, è difficile sostenere che le sue previsioni, ripetute con argomentazioni scientifiche più rigorose quarant’anni fa dal Club di Roma, nel famoso Limiti della crescita, siano infondate. Ci troviamo ormai nel pieno di una serie di molteplici crisi, ecologica, energetica, climatica, economica, sociale, che fanno temere l’avverarsi degli scenari più cupi, se non riusciremo a tirare il freno d’emergenza e invertire tempestivamente la rotta.
Il 2009 si presenta denso di iniziative che, in varie parti del mondo, prenderanno spunto dalle profetiche critiche di Gandhi e anche noi intendiamo organizzare l’attività del Centro Sereno Regis e del MIR-Movimento Nonviolento a partire da una rilettura critica di questo aureo libretto.
Tuttavia, non vogliamo fermarci semplicemente agli aspetti della denuncia. Il compito più difficile che ci attende è quello della progettazione di una transizione per uscire dall’attuale sistema di economia insostenibile e avviarci verso una economia nonviolenta, equa e sostenibile per tutti gli esseri viventi, a partire dall’invito che Gandhi ci rivolge perentoriamente:

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

Il titolo generale che proponiamo per questi incontri, riprende e contestualizza quello di un piccolo e prezioso libretto del filosofo iraniano Jahanbegloo Ramin, Leggere Gandhi a Teheran, da poco pubblicato dall’editore Marsilio.