DOSSIER NATO-ONU

DOSSIER NATO-ONU

Rendiamo noti alcuni documenti relativi a un accordo segreto NATO/ONU che viola pesantemente la Carta delle Nazioni Unite

1. Accordo segreto tra le Nazioni Unite e la NATO
Karl MÜLLER

Solo pochissimi media hanno riferito molto brevemente di un accordo segreto stretto tra le Nazioni Unite e la NATO alla fine di settembre e agli inizi di ottobre di quest’anno, che sarebbe stato firmato dai Segretari Generali delle due organizzazioni Ban Ki-Moon (ONU) e Jaap de Hoop Scheffer (NATO).
Secondo l’edizione del 26 settembre del quotidiano Financial Times Deutschland le due parti avevano concordato di mantenere uno stretto riserbo sull’accordo, teso a “semplificare la cooperazione in situazioni critiche come quelle in Afghanistan o in Kosovo”.
L’articolo afferma che l’accordo era stato molto discusso all’interno delle Nazioni Unite fino alla fine, anche e soprattutto per l’atteggiamento della NATO nei confronti della guerra in Georgia. Alla fine Ban Ki-Moon era stato spinto a firmare l’accordo da Francia, Stati Uniti e Regno Unito.
In seguito, il 9 ottobre, si è letto nell’edizione inglese di RIA Novosti che il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov si diceva scandalizzato dall’accordo, che era stato negoziato e firmato tacitamente, senza consultare tutti gli stati membri. Quando è circolata la voce che si stava preparando un simile accordo tra Nazioni Unite e NATO, il Ministro degli Esteri russo ha interpellato formalmente il Segretario Generale, ma è riuscito a ottenere solo risposte vaghe.
Zeit Fragen/Current Concerns è ora in possesso del testo dell’accordo (si veda sotto). È datato 23 settembre e firmato da Ban Ki-Moon e Jaap de Hoop Scheffer. Di fatto le Nazioni Unite e la NATO non si sono limitate a sottolineare la loro precedente “cooperazione”, per esempio nei Balcani o in Afghanistan, ma hanno anche concordato la continuazione e l’ulteriore allargamento di questa “cooperazione”.
Come base di questa “cooperazione” ci si richiama allo “spirito” speciale della dichiarazione del summit delle Nazioni Unite del 2005. Era il summit che proponeva la possibilità di interventi militari della NATO nel mondo al di là della Carta delle Nazioni Unite fino ad allora vigente, sotto la voce “Responsabilità di proteggere”, seguendo dunque ampiamente un documento del 2001 che era stato compilato con il rilevante contributo di bellicisti come Gerath Evans (Australia) o Klaus Naumann (Germania). (Si veda anche il numero di Zeit-Fragen del 26 maggio).
Solo un mese prima del summit delle Nazioni Unite, nel settembre del 2005, il Segretario Generale della NATO de Hoop Scheffer aveva proposto un trattato di cooperazione tra l’ONU e la NATO. Ne ha parlato un documento analitico e strategico (Janka Oertel, “The United Nations and Nato”) del giugno 2008, che appoggiava anche il suggerimento di una “cooperazione” più stretta tra Nazioni Unite e NATO e che, incidentalmente, era stato compilato in Germania.
Risulta dunque che i forti sospetti di chi critica il concetto di “Responsabilità di proteggere”, considerandolo nient’altro che una riformulazione dell’idea di “Intervento umanitario” della NATO, erano di fatto giustificati. Ricordiamo che il concetto di “Intervento umanitario” fu usato dalla NATO per giustificare la guerra contro la Jugoslavia, illegale secondo il diritto internazionale, che di fatto aveva motivazioni imperiali e che uccise migliaia di persone, distrusse le infrastrutture civili del paese per i decenni successivi e contaminò per sempre vaste aree del territorio con scorie radioattive.
La scelta dei tempi per la firma di questo trattato è rivelatrice. Precede il cambio di presidenza negli Stati Uniti, anticipato ovviamente da manovre sul piano internazionale. Diversamente dall’attuale presidente Bush e dai suoi ideologi, fautori di una potenza statunitense mondiale indipendente dalle Nazioni Unite, la squadra di consiglieri del nuovo presidente Obama prevede un coinvolgimento attivo delle Nazioni Unite nei propri piani di dominio del mondo, creando così una versione grottesca della “coalizione dei volonterosi”. Obama stesso ha espresso questa retorica nel suo discorso davanti alla Colonna della Vittoria di Berlino, il 24 luglio: “È tempo di costruire attraverso il globo nuovi ponti, solidi come quello che ci ha uniti attraverso l’Atlantico. È tempo di unirci, attraverso una cooperazione costante, istituzioni forti, sacrifici condivisi e un impegno globale per il progresso, per affrontare le sfide del XXI secolo”.
È molto probabile che l’obiettivo attuale sia il mantenimento a tutti i costi dell’egemonia assolutamente ingiusta dell’Occidente e soprattutto degli Stati Uniti; un dominio che viene considerato a rischio – secondo il recente studio dell’intelligence statunitense “Global Trends 2025-A Transformed World” – o perduto per sempre (si veda Spiegel-Online, edizione del 21 novembre).
Come intendano reagire a questa minaccia è chiaro dal plauso dell’ex Ministro degli Esteri tedesco Fischer sulle intenzioni di Obama, citato come segue dalla pubblicazione Focus del 13 agosto: “Nel suo discorso di Berlino ha parlato chiaro!” Ecco cosa aveva detto Obama agli europei in quella occasione: “In futuro le decisioni verranno prese con me e poi combatteremo insieme e se necessario moriremo insieme”.
La squadra di consiglieri di Obama comprende teorici dell’“Intervento umanitario” come Samantha Power (si veda l’analisi di Jürgen Wagner, “Obama: beware of too great hopes”, IMI-Analysis 2008/37 del 5 novembre). Il 17 novembre il parlamentare cristiano democratico (CDU) Willy Wimmer ha perfino scritto in una lettera al Ministro degli Esteri tedesco Steinmeier che le persone che circondano Obama sembrano “copie di quelle che ci hanno trascinato nella guerra contro la Jugoslavia”.
Il fatto che Ban Ki-Moon si pieghi alle pressioni delle potenze interventiste – Stati Uniti, Regno Unito e la Francia di Sarkozy – conferma i timori di coloro che ipotizzavano che il nuovo segretario generale dipendesse dagli Stati Uniti.
Ma questa non può essere l’ultima parola delle Nazioni Unite. Sono vincolate al diritto internazionale dalla loro Carta: vincolate a garantire uguali diritti a tutte le nazioni, il diritto dell’auto-determinazione dei popoli, il divieto di ingerenza negli affari interni degli Stati e soprattutto l’imperativo della pace. Gli attacchi militari e le ambizioni egemoniche imperiali sono crimini secondo il diritto internazionale. Malgrado affermi il contrario, la NATO ha abbandonato questi principi fondamentali per la prima volta con il suo concetto strategico del 1991, che già andava oltre il diritto legalmente accettabile all’autodifesa, per poi peggiorare le cose con il concetto strategico del 1999 e gli accordi strategici dei vertici NATO del 2004, 2006 e 2008 e avviarsi ora all’“epitome” della sua tracotanza con un nuovo concetto strategico previsto per il prossimo anno.
La NATO ha già violato molte volte la Carta e continua a farlo ogni giorno che passa nell’Afghanistan occupato de facto e altrove nel quadro dell’Operazione Enduring Freedon, e non ha ancora ritirato dall’11 settembre 2001 la dichiarazione sullo status dell’alleanza. In considerazione di questo, tutti i rappresentanti responsabili della NATO dovrebbero comparire davanti a un tribunale internazionale. Il fatto che Segretario delle Nazioni Unite abbia acconsentito a una più stretta “cooperazione” con la NATO è uno schiaffo alla giustizia e questa situazione non può continuare.
Molte volte dalla fine della Guerra Fredda sia il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sia il Segretario Generale dell’Organizzazione si sono lasciati usare dagli Stati Uniti. Con Obama alla presidenza il rischio è diventato ancora più grande. La comunità mondiale deve stare in guardia per non permettere che questo accada di nuovo.

Titolo Originale pubblicato il 24/11/2008: Geheimabkommen zwischen Uno und Nato kann nicht im Sinne der Weltgemeinschaft sein   (Zeit-Fragen) e Tlaxcala http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=6502&lg=it

Tradotto da Manuela Vittorelli,  membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l’integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e fonte.

2. Violazione della Carta delle Nazioni Unite
Alfred de Zayas

Se il testo della dichiarazione comune sulla cooperazione tra Nazioni Unite e NATO dovesse essere esatto sarebbe un vero scandalo, poiché andrebbe contro lo spirito e la lettera della Carta delle Nazioni Unite e scavalcherebbe l’autorità del Segretario Generale delle Nazioni Unite. L’ONU deve rimanere indipendente e non schierarsi mai con un’alleanza militare. È ovvio che questo accordo è un affronto alla Cina e alla Russia, nonché a tutti i paesi non-allineati (118 stati).
Quando il mio ex superiore Sergio Viera de Mello e altri colleghi delle Nazioni Unite furono uccisi in un attentato nell’agosto del 2003 a Baghdad, spiegai in un’intervista che ciò era parzialmente dovuto al fatto che gli iracheni avevano considerato le Nazioni Unite come un braccio imperialista della NATO e probabilmente continuavano a farlo. Ecco perché i miei bravi colleghi furono colpiti.
Non dobbiamo dimenticare che la NATO ha partecipato a guerre illegali, come quella del 2003 in Iraq (violando l’articolo 2.4 della Carta ONU, come l’allora Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan non mancò di affermare più volte). Inoltre la NATO è colpevole di crimini di guerra nei Balcani, in Iraq e in Afghanistan. Anche l’uso di munizioni all’uranio impoverito va considerato un crimine contro l’umanità. L’Assemblea Generale deve assolutamente occuparsi di questo accordo ONU-NATO e dichiarare la sua illegittimità.
Prof. Dr. iur. et phil. Alfred de Zayas, funzionario delle Nazioni Unite a riposo,
già Segretario della Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani.

http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=6502&lg=it
Annex to DSG (2008)0714 (INV)

3. Atto segreto di cooperazione ONU-NATO
Dichiarazione del Consiglio Direttivo del TFF

L’ONU lo considera segreto e non l’ha quindi pubblicato sulla propria homepage; la NATO si compiace di darvene una copia su richiesta; i governi NATO lo conoscono; i media occidentali principali l’hanno appena menzionato…. LaDichiarazione congiunta sulla cooperazione dei Segretariati ONU/NATO firmata il settembre scorso dai rispettivi Segretari Generali.
A dir poco, questa Dichiarazione avrebbe dovuto accigliare qualcuno. Dovrbbe di fatto essere impossibile per il SG Ban Ki-Moon firmare un tale documento con qualsivoglia alleanza militare, tanto meno senza il consenso degli stati membri delle Nazioni Unite.
Riteniamo sia giunto il momento di stimolare un dibattito pubblico sulla cooperazione ONU/NATO. Francamente, avrebbe dovuto cominciare allorché, nel gennaio 2007, Ban Ki-Moon visitò la NATO affermando: “Sono molto rassicurato e incoraggiato da quanto la NATO ha contribuito alla pace e alla sicurezza nel mondo […]. Abbiamo gli stessi obiettivi, siamo impegnati ad operare insieme molto da vicino in futuro”. (Vedi fonte.)
Il Preambolo della Carta delle Nazioni Unite afferma che la guerra dovrà essere abolita. Più specificamente l’Articolo 1 afferma che si instaurerà la pace con mezzi pacifici. C’è da temere che un Segretario Generale ONU che crede che ONU e NATO  “hanno gli stessi obiettivi” non sarà in grado di svolgere il proprio ruolo di difensore della Carta.
Ecco di seguito il testo della Dichiarazione affinché si possa vedere quanto l’ONU non vuol vedere. Dopo di essa solleviamo – quale consiglio d’Amministrazione della Fondazione Transnazionale – alcune questioni che riflettono la nostra profonda preoccupazione sulle modalità d’azione ONU in questo tratto della storia quando, più che mai, l’obiettivo del disarmo generale e completo e l’abolizione delle armi nucleari dovrebbero avere la massima priorità.

Titolo originale: BREAKING NEWS Secret UN-NATO Cooperation Declaration  Statement by the Board of TFF 3 dicembre 2008 http://www.transnational.org/Resources_Treasures/2008/TFFBoard_UN-NATO.html
Traduzione di Miky Lanza per il Centro Sereno Regis


4. Dichiarazione congiunta sulla cooperazione tra i segretariati delle Nazioni Unite e della NATO

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite e il Segretario Generale dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico, rallegrandosi della cooperazione più che decennale tra le Nazioni Unite e la NATO a sostegno del lavoro delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, e desiderando, nello spirito delle conclusioni del Summit Mondiale del 2005, fornire un quadro di riferimento per la consultazione e la cooperazione allargata tra i loro rispettivi Segretariati, hanno concordato quanto segue:

1. Noi, Segretario Generale delle Nazioni Unite e Segretario Generale dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico, riaffermiamo il nostro impegno per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali.

2. Le nostre esperienze condivise hanno dimostrato il valore del coordinamento efficace ed efficiente tra le nostre Organizzazioni. Abbiamo sviluppato la cooperazione operativa, per esempio, in operazioni di mantenimento della pace nei Balcani e in Afghanistan, dove operazioni autorizzate dalle Nazioni Unite e condotte dalla NATO si affiancano a operazioni di pace delle Nazioni Unite. Abbiamo anche lavorato insieme e collettivamente con altri partner a sostegno di organizzazioni regionali e sub-regionali. Inoltre la NATO ha fornito risorse e personale al Pakistan a sostegno delle operazioni di soccorso umanitario delle Nazioni Unite nel 2005. La nostra cooperazione è guidata dalla Carta dell’ONU, da linee guida e principi umanitari internazionalmente riconosciuti e dalla consultazione con le autorità nazionali.

3. Un’ulteriore cooperazione contribuirà in misura significativa ad affrontare le minacce e le sfide cui la comunità internazionale è chiamata a rispondere. Sottolineiamo pertanto l’importanza di creare un quadro di riferimento per la consultazione, il dialogo e la cooperazione, anche – se ritenuto opportuno – attraverso scambi regolari e un dialogo a livello dirigenziale e operativo su questioni politiche e operative. Riaffermiamo inoltre la nostra disponibilità a fornire, compatibilmente con i nostri rispettivi mandati e facoltà, assistenza a organizzazioni regionali e sub-regionali, se richiesto e opportuno.

4. Sottolineando che questo quadro di riferimento dev’essere flessibile e in evoluzione, concordiamo di sviluppare ulteriormente la cooperazione tra le nostre organizzazioni su questioni di interesse comune: comunicazione e condivisione di informazioni, ma non solo; questioni concernenti la protezione di popolazioni civili; capacity-building, addestramento ed esercitazioni; lezioni apprese, pianificazione e supporto nelle emergenze; e coordinamento e supporto operativo.

5. La nostra cooperazione continuerà a svilupparsi praticamente, tenendo conto dei mandati, delle competenze, delle procedure e delle capacità di ciascuna Organizzazione, così da contribuire a un miglioramento del coordinamento internazionale in risposta alle sfide globali.

New York, 23 settembre 2008

Jaap de Hoop Scheffer
Segretario Generale
dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico

Ban Ki-Moon
Segretario Generale
delle Nazioni Unite

http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=6502&lg=it
Annex to DSG (2008)0714 (INV)

5. Segue Commento Consiglio Direttivo del TFF

1. Secondo la Carta ONU, Articolo 100, il Segretario Generale è il custode dell’integrità ONU. Non riceverà istruzioni da alcuno stato o autorità servendo solo l’ONU.
Q: Questo accordo aumenta le opportunità di agire in tal senso e rafforza la credibilità di tale clausola per il futuro?
2. La NATO è un’alleanza militare su base nucleare che si riserva il diritto di usare armi nucleari quale prima reazione anche a un attacco convenzionale.
Q: La scelta NATO è compatibile con l’Articolo 1 della Carta che afferma che si instaurerà la pace con mezzi pacifici? Perché ad altre organizzazioni regionali attive con mezzi civili – come l’OSCE o la SCO (Shanghai Cooperation Organization, Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) non è stato offerto un simile status cooperativo?
3. L’Accordo NATO di Washington del 1999 s’allinea parecchio alla Carta ONU. Tuttavia non si riferisce più all’autorità suprema del Consiglio di Sicurezza ONU inserendo piuttosto nell’ambito di competenza NATO il diritto d’intervenire di fronte a quelli che la NATO definisce nuovi rischi quali “l’ambiente”, “riforme insufficienti”, “movimenti incontrollabili di un gran numero di persone” e, più indicativo che mai, “interruzione di risorse vitali”.
Sicché si può dubitare che la NATO aderisca ancora al proprio Articolo 1 che riconosce la supremazia dell’Articolo 51 della Carta ONU sul diritto all’autodifesa degli stati membri.
Questo elenco della Dichiarazione ONU-NATO e le formulazioni di aree in cui può aver luogo la cooperazione ONU-NATO sono molto disinvolte e generali. Dovrebbe essere considerato alla luce dei ruoli NATO in continua espansione che la NATO opina legittimi per sé.
Q: Dato lo status speciale che la NATO ora acquisisce mediante questo Accordo, quant’è verosimile che il Segretario Generale e il Consiglio di Sicurezza ONU – dove 3 dei 5 seggi permanenti sono detenuti da membri NATO – sapranno:
a) essere in grado di mantenere le necessarie distinzioni fra azioni NATO e azioni ONU?
b) portare alla luce possibili future trasgressioni al diritto internazionale da parte NATO?    e
c) essere in grado, come membri ONU, di operare credibilmente per il disarmo generale e completo e l’abolizione delle armi nucleari?
4: I due Segretari Generali ONU e NATO sembrano firmare come contraenti di uguale statura. La terminologia dell’accordo è tale che la NATO sarebbe libera di intraprendere azioni come le pare, fossero pure misure di guerra aggressiva. Le affermazioni alle recenti conferenze NATO di Monaco sembrano confermarlo.
Q: La NATO dev’essere tenuta responsabile secondo la Carta ONU e altre norme di diritto internazionale. La Dichiarazione lo chiarisce? Verso chi si dimostrerà responsabile la NATO?
5. La NATO bombardò Serbia/Kosovo nel 1999 senza mandato del Consiglio di Sicurezza ONU.
Q: Indipendentemente dalle opinioni che si possono avere di tale azione e dato il rispetto carente di membri NATO prominenti per il diritto internazionale e la Carta ONU, la NATO è un’organizzazione appropriata da gratificarsi da parte ONU con un tale status speciale?
6. Si cita che l’Accordo ONU-NATO si radica nelle azioni intraprese durante le guerre in Bosnia-Herzegovina. Tuttavia, semmai quella crisi mostrò che peace-keeping e peace-enforcement non possono essere mischiate e che gli stati membri ONU avevano dato all’ONU decisamente troppo poche risorse per riuscire in tale mandato.
Q: Forse che quest’Accordo segnala che i membri ONU e NATO considerano la gestione della Bosnia un modello e continueranno dunque nella stessa commistione dei ruoli e nelle stesse squilibrate allocazioni di risorse?
7. I paesi NATO, in questi stessi mesi, sono impegnati in varie questioni estremamente sensibili – tali anche presso i membri del Consiglio di Sicurezza – quali la crisi in Georgia, le basi di difesa con missili balistici in Polonia e Repubblica Ceca, un’ulteriore espansione NATO (Georgia e Ukraina) e problemi crescenti in Afghanistan, dove sono coinvolte entrambe le organizzazioni.
Q: La firma del Segretario Generale ONU è un esempio di tempestività e, alla luce di quanto sopra, egli sottoporrà ora la Dichiarazione al Consiglio di Sicurezza per la discussione ed approvazione?
8. L’ONU ha 192 membri. La NATO ha 26 stati membri ma copre oltre il 70% delle spese militari mondiali.
Q: Il Segretario Generale si aspetta che la maggioranza degli stati membri ONU sosterrà quest’accordo fra i segretariati delle Nazioni Unite e un’alleanza militare?
9. Lo spirito dell’ONU si presume essere il dialogo, la consultazione su scala mondiale e il bene comune dell’umanità. Eppure quest’Accordo è stato tenuto segreto e non è stato posto sulla homepage del sito ONU.
Q: Quest’Accordo stesso e il modo in cui si è concluso fra due singole persone non sono tali da dare al mondo l’impressione che questo quartier generale ONU sia ora un luogo per accordi tenuti in ombra, minando così vieppiù le speranze condivise di democrazia e trasparenza condivise da cittadini in tutto il mondo?
Il Consiglio Direttivo del Transnational Foundation for Peace and Future Research, TFF:
Ina Curic, Jan Oberg, Vicky Samantha Rossi, Hans von Sponeck, Annette Schiffmann, Gunnar Westberg

http://www.transnational.org/Resources_Treasures/2008/TFFBoard_UN-NATO.html

3 dicembre 20008

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