Gary Snyder – Ritorno al fuoco – Recensione di Cinzia Picchioni

G. Snyder, Ritorno al fuoco. Ecologia profonda per il nuovo millennio, Coniglio Editore, Roma 2008

Cominciamo dal fondo, dove c’è – imperdibile! – il racconto della sua vita, per date, e la cronaca della visita che la traduttrice – Chiara D’Ottavi – ha fatto alla sua casa, nella Sierra Nevada.
La vita di Gary Snyder è straordinaria, la bibliografia sterminata e la descrizione della sua casa ci fa pensare alla coerenza.
La seconda parte del libro è composta da brani presi da altri libri, discorsi registrati e poesie più che altro dello Snyder poeta.
Nella prima parte si spiega il perché del titolo:
[…] è la necessità di confrontarsi con la distruzione, con la perdita, con i cambiamenti drastici e con il disordine, senza entrare in paranoia[…].Eppure, al giorno d’oggi, persistono quell’ostinato aggrapparsi, quell’irragionevole sete di permanenza e quella bramosia per una sorta di salvezza finale oltre i quali dobbiamo imparare ad andare. È necessario sapere quando lasciare andare e quando tenere duro. Dobbiamo ritornare al fuoco svariate volte, dobbiamo ritornare al nostro sé, e poi guardare di nuovo (p. 10).

E anche della scelta della collana, che si chiama «Fuori dal tempio» perché […] siamo privi di protezioni, e paghiamo un alto prezzo per mantenere la libertà di esercitare il beneficio del dubbio.

Poi che c’è? L’enorme sapere di Gary Snyder si luoghi abitati, vissuti, su ogni singolo cespuglio che circonda la sua casa, sui viaggi che ha fatto, sulle persone che ha conosciuto. E fra le persone spicca Allen Ginsberg, a cui Snyder dedica il capitolo xi in cui narra di come l’amico fosse pronto per andarsene. Gli amanti di Snyder vorranno procurarsi questo piccolo libro, ma riporto comunque qualche riga di questo che ho ritenuto il più bel capitolo di tutti:
[…] Dopodichè chiamo Allen in ospedale e il mio amico mi dice che gli è stata diagnosticata una ricomparsa di epatite C, contratta anni prima in India o in Messico. […] Alla fine di marzo, nel mezzo della notte, mi chiama Allen. Mi dice che gli è stato diagnosticato un cancro al fegato […] E che tra pochi giorni tornerà a casa, dato che in ospedale non possono fare nulla per lui. […] È una conversazione dolce che Allen chiude con un “arrivederci”, iniziata allegramente e terminata con un lieve singhiozzo.[…] Torno a casa, mi chiama Gelek, che mi dice di avere cantato seduto vicino ad Allen, prima e dopo la sua morte. «Non aveva NESSUN attaccamento. Era pronto ad ANDARE», ha detto Rimpoche.[…]
Ieri l’altro
passavamo tra le montagne, lassù,
nel fiorire pieno dei ciliegi. 19.iv.97

Dopo un po’ di malinconia c’è anche la gioia e il divertimento del Sutra dell’Orso Smokey, assolutamente da leggere:
Il sutra è un discorso fatto da un maestro-Buddha, Il sutra color fumo apparve per la prima volta sull’Isola della Tartaruga, il Nord America. Come tutti i sutra, è libero e anonimo. […] Egli tiene, nella zampa destra, la Pala che scava la verità sotto le apparenze, che recide le radici dell’attaccamento inutile e che getta sabbia bagnata sui fuochi della bramosia e della guerra; […]

Basta? 208 pagine per 13,50, Coniglio Editore, Roma 2008.

http://www.coniglioeditore.it/coniglio-editore-libri_dettaglio.asp?ID_prodotto=250&offset=

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