Solidarietà alle tre giovani obiettrici di coscienza israeliane

In occasione della “Giornata Internazionale della Nonviolenza”, i giovani studenti e i loro educatori partecipanti alla prima giornata del Convegno a Torino “Dal ’68 all’89: una lezione per l’oggi”, dedicata all’obiezione di coscienza e al servizio civile, esprimono il loro appoggio a tre giovani obiettrici israeliane che nei giorni scorsi sono state arrestate, processate  e sono in attesa di un secondo processo. Una di loro, Omer Goldman ha così motivato la sua scelta: “non vogliamo essere parte di un esercito che attua senza motivo una politica violenta e viola giornalmente i più basilari  Diritti Umani”.
A queste giovani e a tutti coloro che rifiutano la violenza, la guerra e l’uso delle armi, va la nostra solidarietà, convinti che solo con la nonviolenza si può arrivare alla pace e alla soluzione dei conflitti.

Desideriamo porre all’attenzione dei cittadini fatti che riguardano la  tematica dell’obiezione di coscienza riferiti dalla Vicepresidente del Parlamento Europeo, Luisa Morgantini.
Non è nota al vasto pubblico la reale situazione causata dall’occupazione israeliana dei Territori palestinesi  come evidenziata anche dal recentissimo discorso alle Nazioni Unite del Vescovo sudafricano Desmond Tutu.
L’esercito israeliano, tra i primi al mondo per potenza militare e dotato di armi nucleari, è lo strumento attraverso il quale si agisce nella pratica quotidiana con azioni totalmente illegali sul piano del Diritto Internazionale e dei Diritti Umani.
Molti giovani israeliani in servizio militare, dopo aver sperimentato la disumanità degli ordini e dell’agire nei confronti del popolo palestinese hanno preso coscienza della negatività del  loro ruolo e dato vita ad  un movimento di “rifiuto”  a servire l’esercito nei Territori Occupati (Refusnik);  a tale azione si sono affiancate confessioni e denunce sulle violazioni commesse.
Inutile dire che tale presa di posizione è ostacolata in ogni modo dallo Stato di Israele: processi, incarcerazioni e isolamento dal contesto sociale etc. Ciò rende la vita di questi giovani e delle loro famiglie particolarmente dolorosa, considerato anche che il problema della sicurezza israeliana  trova giustificazioni etiche a qualsiasi azione del suo esercito.
L’azione degli obiettori si é estesa anche ad una parte di giovanissimi  che “non vogliono essere parte di un esercito che implementa senza motivo una politica violenta e viola giornalmente i  più basilari  Diritti Umani”  (motivazione all’obiezione di coscienza di Omer Goldman).
E’ appunto di questi giorni l’informazione che 3 giovani donne israeliane: Omer Goldman, Tamar Katz e Mia Tabarin hanno espresso il loro rifiuto ad arruolarsi nell’esercito israeliano.
Le tre giovani hanno subito un primo processo e sono in attesa di un ulteriore processo. Tra le 3, Omer è stata condannata il giorno stesso a 21 giorni di prigione. Per le altre 2 ragazze la sentenza ha previsto 5 giorni di confino nella base militare, mentre saranno sottoposte a un nuovo processo domenica prossima. Omer invece dovrebbe uscire di prigione il 10 ottobre.

Questa la dichiarazione di Omer al processo

I refuse to enlist in the Israeli military. I shall not be part
of an army that needlessly implements a violent policy and
violates the most basic human rights on a daily basis.

Like most of my peers, I too have not dared to question the
ethics of the Israeli military. But when I visited the Occupied
Territories I realized I see a completely different reality, a
violent, oppressive, extreme reality that must be ended.

I believe in service to the society I am part of, and that is
precisely why I refuse to take part in the war crimes committed
by my country. Violence will not bring any kind of solution, and
I shall not commit violence, come what may.

Sotto trovate alcune azioni che sarebbe utile fare per sostenere queste giovanissime ragazze.

1. Mandare lettere di sostegno e solidarietà a Omer
L’indirizzo della prigione è:
Omer Goldman
Military ID 5398532
Military Prison No. 400
Military Postal Code 02447, IDF
Israel  Fax: ++972-3-9579389

Dal momento però che spesso le autorità di prigione bloccano la posta indirizzata agli obiettori di coscienza, lettere di sostegno e solidarietà possono essere inviate via mail anche a [email protected]; verranno stampate e consegnate direttamente a Omer in prigione.  Lo stesso indirizzo e–mail può essere usato per sostenere le altre due ragazze, Tamar e Mia.

2. Mandare lettere alle Autorità Israeliane
Si possono inviare lettere di protesta, preferibilmente via fax indirizzandole a :

Mr. Ehud Barak, Minister of Defence,
Ministry of Defence,
37 Kaplan St.,
Tel-Aviv 61909,
Israel.
E-mail:  [email protected] or [email protected]
Fax: ++972-3-696-27-57 / ++972-3-691-69-40 / ++972-3-691-79-15

Copie delle lettere possono anche essere inviate al comandante della prigione militare:

Commander of Military Prison No. 400,
Military Prison No. 400,
Military postal number 02447, IDF
Israel.
Fax: ++972-3-9579389

E’ anche molto utile inviare lettere al comandante della base di Tel–Ha Shomer, dal momento che è questo ufficiale a decidere se un obiettore è esentato dal servizio militare o rinviato nuovamente in prigione:

Gadi Agmon,
Commander of Induction Base,
Meitav, Tel-HaShomer
Military Postal Code 02718, IDF
Israel.
Fax: ++972-3-737-60-52

Qui sotto trovate una lettera esempio che potete usare o adattare per inviare i vostri appelli alle autorità:

Dear Sir/Madam,

It has come to my attention that Omer Goldman, Military ID 5398532, a conscientious objector, has been imprisoned for her refusal to perform military service, and is held in Military Prison No. 400.
The imprisonment of conscientious objectors such as Omer Goldman is a violation of international law, of basic human rights and of plain morals.

I therefore call for the immediate and unconditional release from prison of Omer Goldman, without threat of further imprisonment in the future, and urge you and the system you are heading to respect the dignity and person of conscientious objectors, indeed of all human beings, in the future.

Sincerely,

3. Mandare lettere ai media in Israele e in altri paesi
Scrivere lettere agli editori dei media in Israele e in altri paesi potrebbe essere utile per fare pressione indirettamente ma con forza sulle autorità militari e per porre all’attenzione dell’opinione pubblica la questione dell’obiezione di coscienza: Ecco alcuni contatti di media in Israele

Ma’ariv:
2 Karlibach st.
Tel-Aviv 67132
Israel
Fax: +972-3-561-06-14
e-mail [email protected]

Yedioth Aharonoth:
2 Moses st.
Tel-Aviv
Israel
Fax: +972-3-608-25-46

Ha’aretz (Hebrew):
21 Schocken st.
Tel-Aviv, 61001
Israel
Fax: +972-3-681-00-12

Ha’aretz (English edition):
21 Schocken st.
Tel-Aviv, 61001
Israel
Fax: +972-3-512-11-56
[email protected]

Israel Hayom:
2 Hashlosha st.
The B1 Building
Tel-Aviv
Israel
[email protected]

Jerusalem Post:
P.O. Box 81
Jerusalem 91000
Israel
Fax: +972-2-538-95-27
[email protected]

Radio (fax numbers):
Kol-Israel +972-2-531-33-15 and +972-3-694-47-09

Galei Zahal +972-3-512-67-20

Television (fax numbers):
Channel 1 +972-2-530-15-36
Channel 2 +972-2-533-98-09
Channel 10 +972-3-733-16-66

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