La Campana dei caduti – Cinzia Picchioni

Torno da un viaggetto a Rovereto, dove sono andata a trovare un amico che è là per una ricerca universitaria. Mi ha portato a visitare molti luoghi incantevoli fra cui, ed è per questo che mi state leggendo, la Campana dei caduti. Se ancora non l’avete vista organizzate per andarci, magari in concomitanza col convegno La pace in Europa dopo la 1a Guerra Mondiale, che si terrà il 3 e 4 ottobre 2008 proprio nel luogo della Campana. «Maria Dolens, la monumentale Campana di Rovereto, suono ogni tramonto perché l’uomo, nel ricordo dei Caduti di tutte le guerre e di tutte le nazioni del mondo trovi la via per la pace», recita così un pieghevole che ho raccolto sul Colle Miravalle, il luogo che ospita l’enorme campana: realizzata col bronzo dei cannoni offerto dalle nazioni coinvolte nel primo conflitto mondiale, suonò il primo rintocco il 4 ottobre 1925 (è un caso che sia la festività di San Francesco?). Con i suoi 3,21 m di diametro e il suo peso di 22,639 tonnellate Maria Dolens (questo è il nome) è la più grande campana del mondo che suoni a distesa. Ogni sera la Campana della Pace suona cento rintocchi in memoria dei caduti militari e civili delle guerre di tutto il mondo. Cento rintocchi a distesa su tutta la valle!!! Uno spettacolo commovente e meraviglioso che vi invito a non perdere se vi trovaste da quelle parti. Tra l’altro la Fondazione Opera Campana dei Caduti è nata col fine primario di promuovere una cultura della pace intesa come superamento nonviolento e creativo dei conflitti. La Fondazione ha istituito nel 1993 l’Università Internazionale delle Istituzioni dei Popoli per la Pace per approfondire gli studi intorno alla pace e alla mondialità, la preparazione a ruoli attivi nella diplomazia popolare, la formazione per chi opera nella cooperazione internazionale, approfondimento della tematica attualissima della pace in tutte le sue sfaccettature culturali, religiose, politiche e socio-economiche.
Per visitare la Campana:
Fondazione Opera Campana dei Caduti, Colle Miravalle, 38068 Rovereto.
Tel. 0464.434412; fax 0464.434084

Oltre a questo, a Rovereto c’è anche il Museo Storico Italiano della Guerra dove sarà allestita una mostra interessante per chi si occupa di pace (scusate il gioco di parole…): dal 28 novembre al 31 maggio 2009 Parole come armi. La propaganda italiana nella Grande Guerra e la disgregazione dell’Austria-Ungheria. Sul fronte italo-austriaco la scoperta di una nuova, sorprendente, arma strategica nell’epoca della società di massa. Dividere il nemico, disarmare la sua volontà di combattere è efficace quanto massacrarlo. Modernità e orrore della prima «guerra totale» del Novecento.
Museo Storico Italiano della Guerra, via Castelbarco 7 – 38068 Rovereto
Tel. 0464.438100
Per info dalla viva voce di chi c’è stato: Cinzia Picchioni, 011.539170

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