Proposta di dichiarazione internazionale sul diritto dei bambini a una educazione senza violenza e a una educazione alla nonviolenza e alla pace

a cura Coordinamento Internazionale per il Decennio Internazionale per la promozione di una cultura della nonviolenza e della pace per i bambini del mondo (2001-2010)
148, rue du Faubourg Saint Denis – 75010 Paris — France

La Conferenza generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO),
Rifacendosi allo spirito della carta delle nazioni Unite, specialmente agli scopi e ai principi che vi sono enunciati, in particolare la volontà affermata di preservare le generazioni future dal flagello della guerra,
Ricordando l’Atto costitutivo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, che afferma che “le guerre nascono nello spirito degli uomini, è nello spirito degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”,
Ricordando egualmente le risoluzioni dell’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite relative ad una cultura di pace, in particolare la sua risoluzione 52/15 del 20 novembre 1997, con la quale ha proclamato l’anno 2000 Anno internazionale della cultura di pace, la sua risoluzione 53/25 del 10 novembre 1998, con la quale ha proclamato il periodo 2001-2010 Decennio Internazionale per la promozione di una cultura della nonviolenza e della pace per i bambini del mondo, la sua risoluzione 55/282 del 7 settembre 2001 con la quale ha proclamato il 21 settembre di ogni anno Giornata internazionale della pace, e le sue risoluzioni 55/47 del 29 novembre 2000, 56/5 del 5 novembre 2001, 57/186 del 2 luglio 2002, 57/6 del 4 novembre 2002, 58/182 del 24 luglio 2003, 58/11 del 10 novembre 2003, 59/223 del 10 agosto 2004, 59/143 del 5 febbraio 2005 e 60/279 del 17 ottobre 2005,
Riaffermando la Dichiarazione (Risoluzione 53/243 A) ed il Programma d’azione (Risoluzione 53/243 B) del 13 settembre 1999 in favore di una cultura di pace, documenti che devono specificatamente servire come base alla celebrazione del Decennio, e convinta che la celebrazione effettiva e concreta del Decennio in tutto il mondo contribuirà a promuovere una cultura di nonviolenza e di pace per il bene dell’umanità, in particolare per le generazioni future,
Ricordando la Dichiarazione del Millennio (Risoluzione 55/2) dell’8 settembre 2000 che chiama a promuovere attivamente una cultura di pace,
Prendendo nota della risoluzione 2000/66 della Commissione sui diritti dell’uomo, del 26 aprile 2000 dal titolo “Verso una cultura della pace”,
Prendendo atto dei rapporti del Segretario Generale sul Decennio Internazionale per la promozione di una cultura di nonviolenza e di pace per i bambini del mondo,
Constatando che gli sforzi dispiegati dal sistema delle Nazioni Unite e dalla comunità internazionale in favore del mantenimento e del consolidamento della pace, della prevenzione dei conflitti, del disarmo, dello sviluppo sostenibile, della promozione della dignità umana e dei diritti dell’uomo, della democrazia, dello stato di diritto, del buon governo e dell’eguaglianza tra i sessi a livello nazionale ed internazionale contribuiscono significativamente all’instaurazione di una cultura della nonviolenza e della pace,
Tenuto conto del “Manifesto 2000” di cui ha preso l’iniziativa l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura allo scopo di promuovere una cultura di pace e che è stato firmato a oggi da più di 75 milioni di persone sparse per il mondo,
Prendendo nota con soddisfazione del rapporto del Direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (A59/223) del 10 agosto 2004 sull’applicazione della risoluzione 58/11 del 10 novembre 2003 sul Decennio Internazionale per la promozione di una cultura della nonviolenza e della pace per i bambini del mondo (2001-2010) che incoraggia l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura, in quanto organizzazione capofila per il Decennio, ad intensificare ancora le attività che ha intrapreso per promuovere una cultura di pace,
Impegnata alla piena realizzazione dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali proclamati nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo ed in altri strumenti giuridici universalmente riconosciuti, come i due Patti internazionali del 1966 relativi uno ai diritti civili e politici e l’altro ai diritti economici, sociali e culturali,
Ricordando la Convenzione relativa ai diritti del bambino, adottata il 20 novembre 1989 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in particolare l’articolo 17 sul ruolo dei mass media nell’educazione del bambino, l’articolo 19 sulla proibizione delle violenze nei confronti dei bambini, l’articolo 28 sul diritto del bambino all’educazione e l’articolo 29 sulle qualità attese di questa educazione.
Ricordando egualmente la Convenzione riguardante la lotta contro la discriminazione nel settore dell’insegnamento, adottata dalla Conferenza generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura il 14 dicembre 1960,
Cosciente della responsabilità che incombe agli Stati di raggiungere attraverso l’educazione gli obiettivi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite, nell’Atto costitutivo dell’UNESCO, nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e nella raccomandazione sull’educazione per la comprensione, la cooperazione e la pace internazionali adottata dalla Conferenza generale dell’UNESCO nella sua diciottesima sessione, il 19 novembre 1974, al fine di promuovere la comprensione, la cooperazione e la pace internazionali ed il rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali,
Ispirandosi agli scopi ed al piano d’azione del Decennio delle Nazioni Unite per l’educazione ai diritti dell’uomo (1995-2004) ed alla dichiarazione ed al Piano d’azione sull’educazione alla pace, ai diritti dell’uomo ed alla democrazia,
Ricordando la dichiarazione ed il piano d’azione di Vienna del 1993 (in particolare il paragrafo 33 della Sezione I) che sottolinea che l’educazione in materia di diritti dell’uomo e la diffusione di una informazione appropriata, ad un tempo teorica e pratica, giocano un ruolo importante nella promozione ed in favore del rispetto dei diritti di tutti gli individui ed insistendo che l’educazione dovrebbe favorire la comprensione, la tolleranza, la pace e le relazioni amichevoli tra le nazioni e tra tutti i gruppi razziali o religiosi ed incoraggiare lo sviluppo di attività condotte dall’ONU per raggiungere questi obiettivi,
Sottolineando la risoluzione 61/146 del 23 gennaio 2007 adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite che chiede agli Stati di adottare le misure necessarie allo scopo di proteggere i bambini da tutte le forme di violenza nella scuola e di assicurare l’utilizzazione di metodi di apprendimento e di insegnamento nonviolenti,
Convinta che la diffusione di una cultura della nonviolenza e della pace riposa sulla trasformazione dei valori, delle attitudini, dei comportamenti e dei modi di vita naturali in modo da favorire la pace tra gli individui, i gruppi e le nazioni,
1 Proclama il diritto dei bambini ad una educazione senza violenza
1.1 I bambini hanno diritto ad una educazione senza violenza, che preveda la proibizione delle punizioni corporali e di tutte le altre forme di castigo e di trattamento degradante nei confronti dei bambini in famiglia, nelle scuole ed in tutti gli altri ambienti.
1.2 Le punizioni corporali inflitte ai bambini violano i diritti fondamentali dei bambini al rispetto della loro dignità umana e della loro integrità fisica, come garantiti dalla Convenzione relativa ai diritti del bambino, così come il loro diritto altrettanto fondamentale ad una protezione davanti alla legge in eguaglianza con gli adulti.
2. Invita gli Stati a:
2.1 proibire le punizioni corporali nei confronti dei bambini;
2.2 condurre delle azioni di sensibilizzazione e di educazione dell’opinione pubblica su questo argomento, al fine di sradicare l’accettazione sociale e giuridica della punizione corporale dei bambini;
2.3 assicurare una ampia sensibilizzazione ai diritti fondamentali dei bambini, specialmente al diritto al rispetto della loro dignità in quanto esseri umani e della loro integrità fisica;
2.4 promuovere delle forme positive, nonviolente, di educazione dei bambini e di risoluzione dei conflitti rivolte ai futuri genitori, ai genitori e a tutte le altre persone che hanno responsabilità di bambini così come a tutta la popolazione;
2.5 dare ai bambini ed agli adolescenti la possibilità di esprimere il loro punto di vista e di partecipare alla concezione ed all’attuazione di azioni che abbiano lo scopo di sradicare le punizioni corporali rivolte ai bambini;
2.6 fare in modo che tutti i genitori, ed in particolare quelli che incontrano difficoltà ad educare i loro bambini, abbiano accesso ai consigli ed all’aiuto alla genitorialità di cui hanno bisogno;
2.7 vigilare in modo che i bambini beneficino, in maniera confidenziale, di indicazioni e consigli, così come di una tutela giuridica per agire contro le violenze di cui sono vittime;
2.8 garantire delle forme efficaci ed appropriate di protezione ai bambini particolarmente vulnerabili alle punizioni che portino loro danno e li umilino – per esempio i bambini handicappati e i bambini in istituti o in carcere;
2.9 vegliare in modo che le punizioni corporali e le altre forme dolorose ed umilianti di disciplina inflitte ai bambini siano comprese nella definizione di violenze domestiche o familiari e assicurarsi che le strategie di eliminazione delle violenze punitive contro i bambini siano integrate nelle strategie di lotta contro le violenze domestiche o familiari;
2.10 dotarsi di una legislazione appropriata che proibisce le punizioni corporali verso i bambini, specialmente all’interno della famiglia;
2.11 controllare l’efficacia dell’abolizione per mezzo di inchieste regolari sull’esperienza della violenza ai bambini sentendo loro stessi, a scuola ed in altri ambienti, così come sull’efficacia dei servizi di protezione infantile, e sull’esperienza ed il comportamento dei genitori di fronte alle violenze inflitte ai bambini;
3 Proclama il diritto dei bambini ad una educazione alla nonviolenza ed alla pace
3.1 L’educazione alla nonviolenza ed alla pace è la formazione intellettuale e psicosociale del bambino allo scopo di sviluppare il suo spirito critico, di permettergli di ragionare sull’origine e la risoluzione nonviolenta dei conflitti nella società così come tra le nazioni e di instillargli i valori di tolleranza e di rispetto della dignità e dei diritti umani. Essa implica l’educazione ai diritti della persona umana, alla democrazia partecipativa, allo sviluppo, all’ambiente, all’eguaglianza in diritti e dignità dei due sessi ed alla tolleranza, l’apprendimento alla risoluzione nonviolenta dei conflitti, la coscienza critica nei confronti dei mass media, l’apprendimento delle tecniche della nonviolenza e lo studio delle relazioni internazionali.
3.2 L’obiettivo dell’educazione alla nonviolenza ed alla pace è l’acquisizione da parte dei bambini di un sapere, di un saper fare e di un saper essere che permetta loro di coltivare delle relazioni pacifiche, cooperative, solidali e fraterne con gli altri bambini e con gli adulti e di sviluppare le competenze di cittadinanza in modo da renderli attori della vita democratica delle loro società.
3.3 L’educazione del bambino dovrà tendere a prepararlo a gestire gli inevitabili conflitti potendo beneficiare di una educazione concreta alla nonviolenza ed alla pace per tutto il percorso scolastico e parascolastico, in modo da valorizzare la relazione di fiducia ed il riconoscimento dell’umanità dell’altro.
4 Invita gli Stati a:
4.1 vegliare in modo che i programmi scolastici non contengano elementi che incitino alla violenza, all’intolleranza o alla risoluzione violenta dei conflitti, e che i pregiudizi e gli stereotipi riguardanti certi gruppi sociali vi siano eliminati;
4.2 condurre delle azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica che incoraggino le scuole, la società civile ed il settore privato a promuovere, ciascuno con i propri mezzi, una cultura di nonviolenza e di pace in favore dei bambini;
4.3 promuovere nei programmi scolastici l’insegnamento di forme nonviolente di risoluzione dei conflitti;
4.4 dotarsi di una legislazione appropriata che introduca ufficialmente l’educazione alla nonviolenza ed alla pace a tutti i livelli del sistema scolastico, con programmi, adatti ad ogni Stato e ad ogni società, che prevedano degli strumenti e dei metodi pedagogici;
4.5 accordare una accresciuta attenzione ai bisogni legati alla formazione degli insegnanti all’educazione alla nonviolenza ed alla pace, poiché essi sono i garanti dello sviluppo dei procedimenti pedagogici che promuovono questa educazione.
5. Invita tutte le istituzioni sociali, particolarmente la famiglia ed i mass media, in piena collaborazione con i governi, le organizzazioni intergovernative e la società civile, ad includere l’educazione alla nonviolenza ed alla pace nelle attività specifiche di educazione realizzate sia all’interno del quadro scolastico sia in quello non scolastico, comprendendo così l’educazione alla nonviolenza ed alla pace nel suo senso più largo.
6. Invita i mass media a contribuire, grazie al loro ruolo nell’educazione, nell’informazione e nella cultura, a promuovere l’educazione alla nonviolenza ed alla pace. Essi sono, così, incoraggiati a partecipare all’educazione dei bambini alla nonviolenza ed alla pace, per mezzo dell’allargamento previsto della Rete d’informazione per una cultura di pace che diverrà una rete mondiale di siti Internet multilingue, ma anche per mezzo di diversi strumenti mediatici disponibili, come i media audiovisivi, la stampa scritta, così come le nuove forme di comunicazione on-line.
7 Chiede all’UNESCO di:
7.1 promuovere l’accoglimento dei principi enunciati dalla presente Dichiarazione nelle strategie di sviluppo elaborate all’interno delle diverse istanze intergovernative;
7.2 servire da istanza di riferimento e di concertazione tra gli Stati, gli organismi governativi e non governativi internazionali, la società civile ed il settore privato per l’elaborazione congiunta di concetti, obiettivi e di politiche in favore dell’educazione dei bambini alla nonviolenza ed alla pace e della promozione del diritto dei bambini ad una educazione nonviolenta;
7.3 proseguire la sua azione normativa, così come la sua azione di sensibilizzazione e di sviluppo delle capacità nei settori legati alla presente Dichiarazione che sono di sua competenza;
7.4 fare in modo che mezzi materiali adeguati siano messi a disposizione dei vari Stati in collaborazione con la società civile e le strutture educative.

Maggio 2007
Traduzione italiana a cura del Comitato italiano decennio (2001-2010) per una cultura di nonviolenza e di pace per i bambini del mondo
c/o MIR, via Cornaro 1/a 35128 Padova – Italia
Il sito del Comitato Italiano

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