Il Mir di Padova festeggia sabato 21 giugno i trent’anni

Uno dei primi gruppi antinucleari della città, da sempre opera nei campi della pace, della solidarietà e della nonviolenza. Per ripercorrere tutta la storia del Mir di Padova e le tappe più significative delle sue battaglie è stata organizzata una festa cui è invitata tutta la popolazione.
Festeggiamo sabato 21 giugno nella sede di via Cornaro con amici e simpatizzanti i trent’anni di presenza della sede Mir a Padova. Il gruppo fu infatti ufficialmente riconosciuto come sede locale del Movimento Internazionale della Riconciliazione (una delle principali associazioni internazionali nonviolente) nel 1978. Il gruppo crebbe rapidamente occupando uno spazio, allora nuovo e molto vivo, di giovani interessati all’obiezione di coscienza, al servizio civile, alla nonviolenza, alla pace, ad uno stile di vita diverso. Il movimento disponeva della convenzione per ospitare obiettori in servizio civile; questo permise di avere una sede e persone motivate che lavoravano a tempo pieno sui temi del gruppo. La convenzione fu utilizzata per molti anni in maniera aperta da obiettori che lavorarono, oltre che per il Mir, per la Lega Obiettori di Coscienza e per altri gruppi e movimenti vi cini. In quegli anni la sede Mir fu il centro di tutte le lotte e le mobilitazioni degli obiettori nei confronti della legge sul servizio civile, iniqua e comunque mai applicata correttamente. Anzi, lo fu così tanto che per un periodo la convenzione fu sospesa per punizione dal Ministero della Difesa.

In quei primi anni il Mir si situava all’interno di quella galassia informe, ricca di idee innovative e di spirito antiautoritario, che si chiamava arcipelago verde. Tra l’altro a Padova fu uno dei primi gruppi antinucleari e collaborò alla costituzione della prima cooperativa di autogestione finanziaria (quella da cui col tempo è nata Banca Etica).

Già dal 1979 iniziò la mobilitazione contro gli euromissili, che portò poi alla lotta sulla questione di Comiso, che trovò qui a Padova uno dei suoi centri nazionali. Insieme ad altri gruppi portammo qui i training all’azione diretta nonviolenta, un modo un po’ più creativo di opporsi alla base militare, ed un pacifismo slegato dal carro dei partiti ed aperto alle novità che venivano dai pacifisti stranieri. Di questo modo diretto e personale di fare politica fu espressione anche la campagna di obiezione di coscienza alle spese militari, che ebbe a Padova un gruppo per molti anni numeroso ed attivo, ospitato nella sede Mir.

Come tutto il movimento degli obiettori di coscienza, il nostro gruppo si occupò delle alternative alla difesa armata del paese, in particolare della difesa popolare nonviolenta (dpn). Nel 1979 il Mir organizzò il primo partecipatissimo convegno nazionale sulla dpn a Verona. Il Mir, attraverso un centro di ricerca autogestito, lavorò per anni sul tema, curando la collana dei “quaderni della dpn” e pubblicando le traduzioni in italiano di fondamentali studi stranieri (allora ignoti in Italia, come più o meno tutta la ricerca per la pace), come quelli di Theodor Ebert e Gene Sharp, che vennero anche in Italia.

Ottenuta dal Comune, insieme ad altre associazioni, la gestione di una struttura, la Casa Arcobaleno, che nelle speranze di tutti avrebbe dovuto essere un centro di aggregazione ben più significativo ed aperto di quello che poi in realtà è stato, negli anni ’90 il Mir collaborò con tanti altri gruppi padovani a tutte le iniziative del movimento per la pace di fronte alle nuove guerre, da quelle in Iraq a quelle in Jugoslavia. In particolare all’interno di questa tragedia il Mir seguì a lungo la campagna per una soluzione nonviolenta in Kosovo, invitando anche a Padova, prima del tragico epilogo, esponenti importanti delle due parti in conflitto.

Negli anni ’90 la collaborazione costruttiva con la Regione Veneto, allora più aperta al mondo dell’associazionismo, permise la realizzazione di importanti convegni internazionali e ricerche. Ma a partire dal 1999, con la nuova legge regionale sulla cultura di pace, accuratamente blindata a scopo clientelare, i rapporti divennero impossibili.

Nel 2000 l’Onu proclamava l’anno internazionale per la cultura di pace e dal 2001 il Decennio per una cultura di nonviolenza e di pace per i bambini del mondo. Il MIR di Padova è divenuto la segreteria del Comitato Italiano Decennio ed in questo ambito sono stati prodotti molti materiali e proposte. A livello locale negli ultimi anni molte sono state le iniziative nelle scuole, grazie anche alla disponibilità del Comune di Padova, in questi anni aperto alla collaborazione in campo educativo con le associazioni pacifiste e di solidarietà.

Alberto Zangheri – Portavoce Mir Padova

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