Lo Scudo Antimissile e la seconda Guerra Fredda

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Lo Scudo Antimissile e la seconda Guerra Fredda

di Johan Galtung
Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

La seconda Guerra Fredda iniziò quando Bill Clinton spostò la NATO verso est ai confini dell’ex-URSS e poi l’AMPO (il sistema di sicurezza imperniato sul Giappone, acronimo giapponese dell’US-Japan Mutual Security Treaty, simile a quello della NATO, NdT) verso ovest includendovi Taiwan e Corea del Sud. L’articolo 9 della costituzione giapponese nega al paese il diritto di condurre una guerra, ma, violandolo apertamente, anche la presenza giapponese sul terreno si spostò verso ovest in aiuto alle guerre USA.
Gli USA hanno 700 basi in 130 paesi, satelliti, aeroplani, sottomarini, con un grosso risultato geopolitico d’insieme: l’accerchiamento di metà dell’umanità organizzata nell’Organizzazione di Cooperazione di Shanghai, SCO (Shanghai Cooperation Organization), con sei membri (Cina, Russia, e le quattro repubbliche centro-asiatiche islamiche) e tre osservatori (India, Pakistan e Iran). Un’ ovvia reazione all’azione USA – al cui confronto il Patto di Varsavia è qualcosa di molto modesto- rivolta contro la NATO/AMPO.
Appare minacciosa e lo è realmente. Ed entra una terza forza: l’Islam, anch’essa sfidata dagli USA usando l’11 settembre 2001 come motivo trainante. Nelle alleanze NATO-AMPO non ci sono paesi musulmani mentre nella SCO ce ne sono sei, con uno dei quali, l’Iran, gli USA hanno problemi. Perché? “Perché ci odiano”. Qualcuno sì, la maggior parte no, ma allora perché? Molto semplice: 1953, il colpo di stato CIA-MI6 che estromise un primo ministro legalmente eletto e introdusse una dittatura che durò 25 anni.
Una semplice soluzione avrebbe potuto essere percorsa parecchio tempo fa, ma non è mai troppo tardi: chiedere scusa. Costo: ammettere che noi, USA-UK, possiamo sbagliare. Beneficio: porre fine al problema USA-Iran.
Invece di questa soluzione razionale, gli USA si danno da fare perché i membri NATO accettino una “difesa” dai missili iraniani con testata nucleare da dislocare in Cecoslovacchia (radar) e Polonia (missili).
Ora, diamo uno sguardo a un atlante: ci sono parecchie altre rotte per quei missili. Ha più senso la proposta russa di piazzarli in Azerbaijan.
Perché i missili? Perchè non fare come i messicani, attraversare il confine come turisti e restarci: introdurre la materia prima necessaria e costruire le bombe negli USA?

Siete sicuri che risolvere il conflitto non sarebbe meglio?

Mi torna in mente una vecchia storiella cinese. Un tempo, durante la dinastia Han, c’era un mercante d’armi, da qualche parte in Cina. Nel suo magazzino c’erano armi sia d’attacco sia di difesa, tra le quali un’alabarda e uno scudo. Ed egli aveva due manifesti che li pubblicizzavano:

Questa alabarda è così aguzza da sfondare qualunque scudo!
Questi scudo è così robusto che nessuna alabarda può perforarlo!

Era l’anticipazione dell’attuale corsa agli armamenti: con i suoi missili balistici, anti- missili balistici, anti-anti- missili balistici e così via. Anche un bambino vede che lo scudo NATO è inteso contro la Russia e ci fa sbadigliare al pensiero degli anti-anti e degli anti-anti-anti che verranno. Perché gli USA temono la Russia? “Perché è grossa, come pure la Cina, e i più grossi sono tradizionalmente nostri nemici”. Di nuovo, ci sono alcuni conflitti e qualche ovvia soluzione, come smettere l’accerchiamento, smantellare qualche base (come reagirebbero gli USA a un tentativo di arruolare Cuba e Venezuela nella SCO?) e concentrarsi sulle energie alternative e il riscaldamento globale e sui bisogni fondamentali per tutti.
No. Gli USA vogliono il confronto militare. La vulnerabilità fa parte dell’equazione strategica e dev’essere ridotta. E si percepisce il compiacimento di affrontare gli stati con il tipo di armi in cui USA-NATO-AMPO eccellono; non l’armata brancaleone dei gruppi di resistenti vittoriosi in Iraq e Afghanistan con ordigni esplosivi improvvisati anziché missili a testata multipla. Si percepisce la bramosia per una guerra che si possa vincere. E Condi Rice, con i suoi 16 viaggi in Medio Oriente del tutto sprecati, può riciclare qualche esperto del Cremlino. A proposito, hanno sbagliato tutte le previsioni e non c’è la minima ragione per credergli adesso; probabilmente si sbagliano tanto sulle capacità dell’Iran quanto sulle proprie.

Siete sicuri che risolvere il conflitto non sarebbe meglio?

Immaginiamo una piccola variazione nell’equilibrio geopolitico. Supponiamo che ci siano NATO-AMPO, SCO e Al Qaeda. Gli USA accerchiano la SCO, e si aspettano una grande guerra per l’egemonia mondiale, mentre hanno in corso una “guerra al terrorismo” contro Al Qaeda. Certo, anche Russia-Cina-India hanno problemi con qualche gruppo islamico in Cecenia-Xinjiang-Kashmir, di cui Washington fa uso per vincerli o neutralizzarli.
Ma nella SCO sei dei nove membri/osservatori sono islamici. Immaginiamo che persuadano i giganti, Russia-Cina-India, a essere meno intransigenti concedendo molta più autonomia a Cecenia-Xinjiang-Kashmir, rendendosi conto che quelle lotte sono simili a quelle che tutte e tre ebbero contro l’imperialismo occidentale. E ancora, immaginiamo che qualche ceceno faccia pace con Mosca e apra invece un fronte anti-USA-NATO-AMPO negli USA insieme a dei kashmiri musulmani esperti; e forse persino qualche uguro? Improbabile. C’è da superare troppo razzismo e troppa arroganza in tutti i più grossi stati mondiali. Ma, siete sicuri che risolvere il conflitto non sarebbe meglio?
Ban Ki Moon, ex-ministro degli esteri sud-coreano usato come strumento dagli USA e attuale segretario generale ONU, era presente all’ incontro della NATO. Che peccato che la NATO non avesse un Consiglio di Sicurezza con udienza pubblica e tanto di esperti e controesperti che smontassero l’intera proposta dello scudo antimissile. Il mondo sa che cosa ha detto Colin Powell nel memorabile incontro del Consiglio di Sicurezza ONU prima dell’attacco illegale USA-UK all’Iraq; non sappiamo invece che cosa abbia detto il suo successore Condoleza .Rice.
I membri della NATO devono essere democrazie; il che non dovrebbe avere qualcosa a che fare con la trasparenza, compreso il modo di conseguire i vari accordi e il loro contenuto?
La NATO non ha un’anima. La più grande alleanza militare della storia, con 26 membri, ha inviato in Afghanistan 47.000 soldati (i sovietici ne avevano ben di più) in una guerra invincibile, sperando di addestrare sostituti afghani. Per il seguito della storia guardiamo l’Iraq. L’Afghanistan è una stazione della via al Golgota degli imperi, come insegnano precedenti invasioni, quella britannica del 1838-78 e quella sovietica del 1979. Potrebbe anche essere la fine della NATO. Neppure il nuovo ruolo nella NATO da parte francese può infondere vita un in un corpo senz’anima.

Siete sicuri che risolvere il conflitto non sarebbe meglio?

 

Titolo originale: The Missile Shield and Cold War II – 09 April 2008

http://www.transcend.org/tms/index.php?option=com_content&task=view&id=70&Itemid=27

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