Vicenza: Una resistenza nel segno dell’amore

Premessa
Vicenza, in questi ultimi anni, si è misurata e confrontata con una realtà decisamente problematica: la possibilità, prima, e la
scelta, poi, di costruire nel suo territorio, quello adiacente all?aeroporto ?Dal Molin?, praticamente dentro la città, una nuova base militare U.S.A. Questa realtà ha fortemente provocato anche le coscienze cristiane con una serie di dibattiti sia pubblici che privati.
Questo evento, emblematico di quanto sta avvenendo a livello mondiale sul piano della corsa al riarmo e dello sfruttamento delle risorse del pianeta, impone una scelta di campo per una radicale opzione di PACE, intesa non solo come atteggiamento interiore, ma anche come obiettivo concreto da raggiungere.
Costituzione del ?Coordinamento cristiani per la pace di Vicenza?
Il Coordinamento cristiani per la pace di Vicenza nasce con l?obiettivo
di far incontrare le persone che hanno a cuore lo svolgersi di
questo dibattito e confronto, sia all?interno che verso l??esterno? della
Chiesa, sulle tematiche della Pace, della Giustizia e della Salvaguardia
del Creato, convinte che il messaggio di Cristo dice ?oggi e qui? parole
chiare, comprensibili ad ogni donna e ad ogni uomo.
Nel Coordinamento cristiani per la pace intendiamo aprirci all?incontro
con quanti hanno a cuore il bene dell?umanità e credono che
annunciare il Vangelo comporta esporsi in prima persona definendo
con chiarezza un pensiero e una posizione, secondo la fede trasmessaci
da Gesù Cristo, nostra luce e punto di riferimento.
Su questo versante si incontrano il sogno di Gesù (?che sian perfetti
nell?unità e il mondo creda che tu mi hai mandato? Gv 17,21) e il
nostro sogno di una umanità finalmente libera e pacificata.
Con questa lettera aperta vogliamo far risuonare pubblicamente la
nostra voce come umile contributo alla più grande professione di fede
di tutta la Chiesa. Siamo convinti, infatti, che nessuno può sottrarsi
alla responsabilità evangelica di rendere ragione della propria fede di
fronte ai propri figli, di fronte a Dio e di fronte alla storia. Riteniamo che
questo avvenga con la testimonianza concreta e coerente nelle scelte
quotidiane e nello stile di vita, soprattutto per coloro che rivestono ruoli
di responsabilità e di riferimento nel mondo della politica, del lavoro,
dell?economia, dell?educazione e della comunità ecclesiale. A tutte le
persone che ricoprono ruoli istituzionali, ci rivolgiamo con particolare
premura, perché la vicenda ?Dal Molin? è emersa e si sta sviluppando
all?interno di un quadro di grande ambiguità e persistente gravità.
I nostri fondamenti
Crediamo che Gesù Cristo sia la fonte della nostra Pace. Lui
solo è quella sorgente di pacificante serenità che orienta ed illumina il
nostro stare attivamente e responsabilmente dentro la storia, in questo
tempo così difficile e complesso, ma sempre carico di speranza.
Crediamo che la Chiesa, comunità di fratelli voluta da Gesù,
è abitata da un unico amore, sempre impegnata a ricomporre la relazione
di fraternità tra tutti i figli dello stesso Padre.
Crediamo che la condizione battesimale di figli di Dio e l?impegno
a vivere il Vangelo di pace siano inscindibili: è proprio su
questo fonte battesimale, da cui ogni battezzato riceve il compito di
essere testimone di pace, che si fonda l?evangelica beatitudine ?beati i
costruttori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio? (Mt 5,9).
Da questa nostra scelta di affidarci all?amore di Dio, sentiamo di
dover affermare che nessuna guerra è giusta, nessuna guerra è umanitaria,
nessuna guerra è intelligente e che la guerra preventiva
è una perversione politica contemporanea.
Non possiamo non ricordare alle nostre comunità di fratelli che
la produzione di armi è peccato grave. Non possiamo non dire a tutti
che la violenza genera sempre e comunque altra violenza. L?unica via
indicata da Gesù e dai grandi testimoni di pace della storia (Giovanni
XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Gandhi, Martin Luther King,?) è
sempre quella di rispondere al male con il bene e di opporsi con coraggio
alla malvagità distruttiva, continuando a percorrere e a indicare
la via di un amore sapiente, solidale, gratuito, disposto a ?dare la
vita?. La ?pace? militarizzata e le guerre non possono che generare violenza,
distruzione e morte.
Anche la Chiesa, nei documenti del Magistero, da tempo sottolinea
in maniera esplicita che il ricorso alle armi non è, nella maniera
più assoluta, lo strumento per perseguire la giustizia, garantire la pace
e la sicurezza globali.
?Pensare che nell?era atomica la guerra possa essere utilizzata come
strumento di giustizia è al di fuori di qualsiasi ragionevolezza
(alienum a ratione, fuori di testa)?. (Giovanni XXIII, Lettera enciclica
?Pacem in terris? – 1963 – n° 67).
Il grande divario che tutti i paesi del mondo ancora mantengono
tra le spese militari e quelle sociali, ci fa ritenere che ?l?economia di
guerra? è un?ingiustizia nei riguardi dei milioni di poveri, oppressi e
vulnerabili delle nostre società e dell?intero mondo. Non ci sta a cuore
solo la città di Vicenza, ma vogliamo raccogliere il grido che ci viene da
tutte le vittime, soprattutto quelle civili, sempre più numerose nei
conflitti contemporanei. Rimangono ancora tristemente attuali le parole
di Paolo VI:
?Quando tanti popoli hanno fame, quando tante famiglie soffrono la
miseria… ogni estenuante corsa agli armamenti diviene uno scandalo
intollerabile. Noi abbiamo il dovere di denunciarlo. Vogliano i responsabili
ascoltarci prima che sia troppo tardi?. (Paolo VI, Lettera enciclica
Populorum Progressio – 1967- n° 53).
Sulla stessa linea di denuncia profetica già si erano mossi i padri
conciliari, quando affermavano nel documento ?Gaudium et spes?:
?È necessario ancora una volta dichiarare: la corsa agli armamenti è
una delle piaghe più gravi dell?umanità e danneggia in modo intollerabile
i poveri; e c?è molto da temere che, se tale corsa continuerà,
produrrà un giorno tutte le stragi, delle quali va già preparando i
mezzi? (G.S. 81).
L?azione nella realtà locale
Non dovrebbero esserci dubbi per un?azione dei cristiani contro
la decisione di installare a Vicenza la nuova base militare statunitense;
ma ci siamo accorti che talune volte così non è: sorgono distinguo
e attenuazioni, ricorsi ad accordi ancora vincolanti (che sembrano intoccabili)
fra Stati, preoccupazioni di sicurezza internazionale, nazionale
e locale.
Il messaggio evangelico si scolora, perde luminosità, non sconvolge
più. Parte dei credenti si raffredda e zittisce di fronte alla concreta
realtà della scelta di oggi; invece noi riteniamo che qui, a Vicenza,
bisogna schierarsi, senza paura di essere strumentalizzati. La buona
notizia evangelica ci chiede, infatti, di fare scelte chiare a favore della
vita, partendo proprio dalla nostra città. Appoggiamo e siamo in sintonia
con la coraggiosa presa di posizione di un gruppo di sacerdoti della
nostra diocesi contro l?installazione della base militare al Dal Molin.
Apertamente essi ci ricordano come ?il Vangelo non ci concede deroghe
alla lotta fatta solo con le armi dell?amore e della nonviolenza?.
Crediamo che la Chiesa di Vicenza abbia un?opportunità storica
e un serio impegno morale: testimoniare l?Amore di Dio per gli
uomini, attraverso l?opposizione totale e netta alla costruzione
della nuova base degli U.S.A al ?Dal Molin? (e in ogni altro luogo).
Non ci riteniamo più cristiani di altri fratelli nella fede e migliori
dei concittadini che la pensano diversamente. Ma allo stesso tempo
non possiamo tacere di fronte alla responsabilità morale che ci viene
dalla nostra comprensione della realtà e dalla fede in Gesù Cristo: la
nuova base si pone come un grave attentato al futuro, alla speranza,
ad una prospettiva di convivenza e di pace.
Vorremmo inoltre esprimere il nostro disaccordo con quanti sono
preoccupati che l?opzione radicale a favore del Vangelo della Pace sia
portatrice di divisione nel tessuto ecclesiale. Siamo, al contrario, convinti
che essa non potrà che favorire l?incontro di tutte le persone di
buona volontà e dei credenti di tutte le Chiese cristiane e di tutte le
religioni. Questo incontro è possibile nel comune impegno di interrompere
la spirale di connivenza al processo di distruzione dell?umanità e
di avviare un nuovo corso di trasformazione dei rapporti tra i popoli
nel segno del dialogo, del riconoscimento della dignità di ognuno
e di una più giusta distribuzione delle risorse.
Nella fede in Dio vediamo nel campo della carità, della solidarietà
e della giustizia il vero spazio della comunione, attiva e operosa, che
porterà a superare gli steccati dottrinali e ideologici e tornerà a fare
della terra il luogo che Dio ha desiderato: l?incontro delle religioni e
delle persone di profonda sensibilità etica sul comune terreno di un
grande progetto di promozione e tutela dei diritti umani e di salvaguardia
del pianeta.
La nostra opposizione alla costruzione di una nuova base di
guerra è e sarà evangelica e nonviolenta, ma oltremodo categorica.
Proprio per questo parliamo di resistenza nel segno dell?amore.
Non c?è, a parer nostro, nessun aspetto cristiano che possa dare a
questo tragico progetto un qualche minimo elemento di accettazione e
giustificazione, sia nei fini che porta, sia nei mezzi con cui è giunto
all?attenzione della società civile e della nostra comunità.
In Gesù Cristo, maestro dell?Amore e della Pace, coltiviamo nella
fede e nella preghiera la certezza che, indipendentemente dagli esiti
cui assisteremo, la nostra azione non sarà stata inutile, per i nostri
figli, per il futuro di tutta l?umanità e del creato dono di Dio.

Vicenza, gennaio 2008

Coordinamento dei cristiani per la pace
Gruppi promotori del Coordinamento: Famiglie per la pace di Vicenza
Famiglie per la pace di Costabissara – Agesci Vicenza-Berica
Ass. Papa Giovanni XXIII – Beati i Costruttori di Pace
Commissioni giustizia e pace: Famiglia Servi/e di Maria Lombardia-Veneto
e delle Parrocchie di S. Lazzaro e Cuore Immacolato di Maria di Vicenza
Pax Christi – Mir Vicenza – Acli Vicentine – Traiettorie di Pace
GIM (Giovani Impegno Missionario dei Comboniani).
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Alcuni riferimenti pastorali sulla ?questione Dal Molin?
La ?questione Dal Molin? ci interroga personalmente e comunitariamente, come credenti e cittadini. Il comunicato del Consiglio Pastorale Diocesano sul caso Dal Molin del 25.02.07: registra ?una forte sfiducia nei confronti delle istituzioni a causa di una grave carenza di informazione, un occultamento della verità,…?; evidenzia ?la carenza nelle nostre comunità di un forte
impegno quotidiano di attenzione e formazione sulle problematiche relative al vivere civile locale, nazionale e internazionale?; invita a ?recuperare innanzitutto i punti di riferimento evangelici ed ecclesiali, che ci permettono di promuovere un dialogo maturo, costruttivo e rispettoso delle
varie posizioni?.

Ci incontriamo: l?ultimo giovedì del mese c/o Casa della Pace contrà Porta Nova, 2 – 36100 Vicenza ? tel. 3492227403

A partire dalla ?questione Dal Molin?, note, cronache e riferimenti biblici teologici per un discernimento ed un impegno civile: Quaderno della pace n. 1 dicembre 2006; n. 2 maggio 2007; n. 4 (in preparazione) e newsletter mensile di collegamento su
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