Medicina Narrativa. Storie e parole nella relazione di cura

Giorgio Bert, Medicina Narrativa. Storie e parole nella relazione di cura, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma 2007.

Medicina e narrazione sono, apparentemente, una strana coppia. Non molti decenni fa, in un?epoca ancora scarsamente tecnologica, gran parte delle informazioni su cui il medico basava ipotesi diagnostiche e interventi terapeutici emergeva dalla storia clinica del malato. La cosiddetta «anamnesi» dei vecchi trattati non si limitava alla raccolta di dati clinici, ma si allargava alla conoscenza del mondo del paziente, dei suoi rapporti familiari e sociali, delle sue convinzioni personali in tema di salute e malattia; era di fatto una narrazione. La successiva tumultuosa comparsa di strumenti diagnostici più raffinati e di terapie più efficaci ha per una trentina d?anni quasi del tutto cancellato l?importanza di quelle storie cliniche: il medico ideale sembrava essere principalmente un tecnico ad altissima qualificazione. In questo contesto, la relazione col paziente era spesso percepita come superflua, quasi un ricordo di epoche remote. Questo atteggiamento era ben vivo negli anni Ottanta, quando abbiamo incominciato a occuparci di counselling (intervento professionale basato sulle abilità di comunicazione e di relazione) in ambito medico: un illustre rappresentante della categoria, gran fautore della medicina «moderna», scrisse allora che questo interesse per la relazione col paziente costituiva per il medico un optional (testuale), di fatto un hobby per appassionati un po? nostalgici. In controtendenza uno degli ultimi veri maestri della medicina italiana, Alessandro Beretta Anguissola, scriveva in proposito: (?Narrazione e prove di efficacia in pediatria?, p. IX) ?La comunicazione col paziente secondo la mia lunga esperienza clinica è la fase più importante dell?incontro medico-malato, è perfino (forse) più utile (almeno in medicina generale) dell?esame obiettivo, surrogato ormai in gran parte dalle indagini strumentali; ed infine è essenziale per impostare la cura del malato?. Aveva ragione: infatti in quegli stessi anni la scelta di basare quando possibile gli interventi medici su prove di efficacia (evidence-based medicine) ha paradossalmente messo in luce l?importanza proprio di quegli aspetti psicosociali della malattia che erano stati a lungo trascurati in quanto apparentemente irrilevanti sul piano strettamente clinico. (Tratto da, M. Gangemi, F. Zanetto, P. Elli, ?Narrazione e prova di efficacia in pediatria?, 2006). Ora su questi temi è uscito un volume di Giorgio Bert, medico che ha preso parte in Italia agli sviluppi della medicina sociale, contribuendo all?affermazione di pratiche curative interessate all?umanità del paziente e ai suoi diritti e bisogni. Autore di testi di metodologia clinica attenti alla situazione del malato, direttore del semestrale ?La Parola e la Cura?, da oltre un decennio Bert si dedica allo studio della comunicazione nelle relazioni fra medico e paziente presso la scuola Change di Torino. ?Medicina Narrativa? illustra come la pratica del counselling sia fondamentale in ambito sanitario per una relazione terapeutica efficace, anche tenendo conto dei mutamenti introdotti dalle tecnologie, dall?emergenza di nuovi malesseri socio-sanitari, dai nuovi problemi etici e deontologici. La medicina narrativa non è una disciplina, ma un atteggiamento mentale del medico e questo libro non è un manuale di tecniche, ma una mappa per scoprire un territorio vasto, affascinante e in gran parte ancora ignoto: il mondo dell?altro, del paziente. Ciò richiede competenze che hanno a che fare con la relazione. E poiché la relazione consiste in uno scambio di ?narrazioni?, è opportuno che il medico apprenda a leggere le narrazioni dell?altro e a scoprire il mondo di significati, convinzioni e miti che fanno del paziente (come di ogni persona) un?entità unica e irripetibile. Il libro mostra alcuni dei percorsi formativi che contribuiscono a costruire questo atteggiamento mentale e traccia un percorso utile al medico che voglia intraprendere l?avventura della medicina narrativa.

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