Un’idea pericolosa

Mark Kurlansky, “Un’idea pericolosa. Storia della nonviolenza”, Arnoldo Mondadori, Milano 2007, p. VIII, 249

C’è un’idea che attraversa l’intera vicenda umana, anche se in modo spesso poco visibile e del tutto marginale rispetto al corso principale della storia, l’idea di nonviolenza. Dalle più antiche religioni fino ai più recenti conflitti bellici, la nonviolenza rappresenta tra gli uomini una strategia alternativa e sempre osteggiata per porre fine alle guerre e superare le ingiustizie sociali. La nonviolenza non è un’inclinazione gentile dell’animo e non è neppure un rassegnato disincanto di fronte all’insensatezza della violenza e gli orrori della guerra. Al contrario è una prassi politica fatta di atti concreti, di non collaborazione, di boicottaggi, di informazione alternativa e soprattutto di instancabile determinazione al dialogo e al confronto. Mark Kurlansky, autore di alcuni grandi bestseller internazionali, racconta in modo sintetico la storia della nonviolenza, un’idea “pericolosa” che dai testi sacri hinduisti arriva fino a oggi attraversando la sapienza religiosa delle più importanti civiltà e il pensiero dei più grandi filosofi.

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