I vescovi: no al super-caccia Usa

In Piemonte la Chiesa si schiera contro il progetto del supercaccia F-35, il futuro aereo bombardiere che dovrà essere assemblato all?aeroporto militare di Cameri, nel Novarese, in 700 esemplari: «Desideriamo riaffermare la necessità di opporsi alla produzione sul nostro territorio piemontese di strumenti concepiti per la guerra». GLI USA. Condoleezza Rice ha ringraziato l?Italia per l?appoggio sulla base di Vicenza e sull?Afghanistan. Il ministro D?Alema, che ha partecipato alla riunione dei capi della diplomazia Nato, ha chiesto che gli Stati Uniti tengano in considerazione le preoccupazioni della popolazione sulla base di Vicenza.

GIANFRANCO QUAGLIA

NOVARA
La Chiesa scende in campo e prende posizione ufficiale contro il progetto del supercaccia F-35, il futuro aereo bombardiere che dovrà essere assemblato all?aeroporto militare di Cameri. Monsignor Fernando Charrier, vescovo di Alessandria, delegato della Pastorale sociale e del lavoro della «Regione ecclesiastica piemontese» invita istituzioni e autorità a una «riflessione». Con lui Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, presidente Pax Christi Italia. Una crociata a tutto campo. Movimenti pacifisti erano intervenuti davanti alla base aerea in provincia di Novara, utilizzata per la manutenzione dei Tornado e fra pochi mesi dell?Eurofighter, il primo velivolo europeo. Erano i giorni caldi della contestazione di Vicenza e a Cameri era programmato l?arrivo di Prodi per l?inaugurazione di un altro velivolo, il convertiplano a decollo verticale realizzato da Bell/Agusta. All?ultimo momento cerimonia annullata, ufficialmente per ragioni meteorologiche.
Adesso i vescovi. In una nota ufficiale Fernando Charrier dice: «Desideriamo riaffermare, come comunità cristiana, la necessità di opporsi alla produzione e alla comemrcializzazione di strumenti concepiti per la guerra. Ci riferiamo, in particolare, alla problematica sorta sul nostro territorio piemontese relativa all?avvio dell?assemblaggio finale di velivoli da combattimento da effettuarsi nel sito aeronautico di Cameri».
Il pronunciamento è mirato. L?accordo con gli Usa è stato firmato nel giugno 2006 dall?allora capo di Stato Maggiore dell?Aeronautica, generale Tricarico. Il piano prevede la realizzazione, nel mondo, di 2.581 F-35, un caccia multiuso della Lockheed, costo 50 milioni di euro. Cameri, l?unico stabilimento di assemblaggio in Europa, produrrebbe settecento esemplari, con parti in arrivo da Usa, Gran Bretagna e Olanda. L?Italia dovrebbe acquistarne 131 nei prossimi quindici anni. Secondo il progetto il supercaccia, finalizzato anche al trasporto di testate nucleari, darebbe occupazione a un migliaio di persone, indotto compreso.
Ribattono i vescovi: «Riteniamo che la produzione di armamenti non sia da considerare alla stregua di quella di beni economici qualsiasi ed è per questo motivo che, oltre al principi etici applicabili all?economia, occorre tenere conto di altri principi più specifici in rapporto alla natura stessa di tali strumenti di distruzione. La loro produzione manifesta una palese contraddizione tra la spesa di risorse e la somma dei bisogni vitali attualmente non soddisfati. Scienza e tecnologia siano al serivzio della vita e non della morte».
I due presuli si rivolgono infine alle autorità «nella speranza che si arrivi a un ripensamento e a una soluzione non temporanea o solo legata ad una questione locale. E? necessaria una riflessione più allargata capace di incidere nella mentalità delle persone singole e delle istituzioni per renderle capaci di operare scelte non dettate dall?interesse e dal potere, ma da una sincera ricerca del bene comune in vista di una pace finalmemte universale».

La Stampa, 27 gennaio 2007

I commenti sono chiusi.