L’acqua scarseggia… ma la papera galleggia

Luciano Vasapollo (a cura di), “L’acqua scarseggia… ma la papera galleggia! Per una critica della politica economica dominante”, Jaca Book, Milano 2006, p. 267

Gli esempi di crescita economica senza benessere e viceversa sono vari, visto che tra gli elementi che influiscono sul benessere e che non si contabilizzano nel pil si possono citare, tra gli altri: l’ambiente equilibrato e non deteriorato, la distribuzione socialmente equa del reddito e della ricchezza, le aspettative sulla qualità della vita futura e la felicità del tempo liberato dal lavoro.Robert F. Kennedy, certamente non un radicale, descrisse già negli anni ’60 le limitazioni nell’impiego del pil come misura dello sviluppo e, riferendosi a quello degli Stati Uniti, affermò: «Il nostro Prodotto Interno Lordo comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze che puliscono le autostrade dalla carneficina che provocano gli incidenti stradali; comprende le serrature speciali per le nostre porte e le carceri per coloro che le violano; comprende il napalm ed il costo di una testata nucleare, i veicoli blindati che circolano nelle nostre strade. Nonostante ciò il Prodotto Interno Lordo non comprende la salute dei nostri figli, la qualità della loro educazione e l’allegria dei loro giochi. Non valuta la nostra intelligenza né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né il nostro apprendimento. Misura tutto, insomma, meno ciò che dà valore alla vita». L’idea che un aumento del PIL sia una cosa buona e l’obiettivo da perseguire per tutti i paesi rientra sempre nel concetto di mondo globalizzato neoliberista che ha come valori essenziali quelli del mercato, dello sviluppismo quantitativo, dell’economicizzazione capitalista del mondo. La rincorsa alla crescita del PIL che tutti i governi fanno non è altro che una «menzogna statistica» poiché in definitiva l’aumento del PIL non rappresenta sicuramente un miglioramento del livello di vita in tutti i cittadini di un paese. Il volume realizzato da studiosi italiani e cubani e coordinato da Luciano Vasapollo facendo ricorso agli strumenti dell’economia classica, sviluppa la critica alla enfatizzazione del PIL come parametro fondamentale, introducendone altri per misurare lo stato di una collettività e di una economia: servizi, qualità della vita, livello di partecipazione, stato dell’ambiente, sanità, scuola, abitazione, occupazione. A supporto della tesi elaborata con un percorso teorico di grande respiro e con un linguaggio finalmente comprensibile a tutti, vengono analizzati casi di studio ed esperienze cubane paese in cui, nonostante l’apparente scarsità del PIL la papera riesce a galleggiare. Per chi si interessa di economia abbiamo una critica al modello del PIL utilizzando sia strumenti dell’economia applicata che nuovi parametri. Per chi si interessa di Cuba il libro spiega quello che è di fatto un grande paradosso: “la ricchezza sociale” di Cuba in un quasi distacco dall’azienda mondo. Anche per questo Cuba galleggia e in questo resta un esempio.

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