LA STORIA DELL’ALTRO

Progetto “La storia dell’altro”

Premessa :
Nel contesto di una drammatica ridefinizione degli scenari geopolitici mondiali, il conflitto/guerra tra Israele e Palestina, si pone come uno dei tasselli cruciali per la stabilità di tutta la regione medio-orientale (e non solo). E? perciò di fondamentale importanza, per comprendere le trasformazioni delle relazioni internazionali e le guerre che attraversano il mondo contemporaneo, conoscere senza semplificazioni e forzature una questione così complessa, delicata e controversa, rintracciarne le origini, individuarne sviluppi e prospettive.
La casa editrice ?Una città?, di Forlì, ha pubblicato negli ultimi anni due testi di particolare interesse e utilità a questo proposito. Essi sono: La storia dell?altro, a cura del Peace Research Institute in the Middle East, ( 2003) e Per mano (2005), una serie di interviste realizzate nell?ambito degli Incontri del Mediterraneo dell?ottobre 2004.
Il progetto di lavoro didattico che qui si presenta intende, a partire dai testi e dalla questione in oggetto, proporre un diverso approccio ai conflitti e alle relazioni con ?l?altro?, attraverso l?utilizzo di canali empatici che, coinvolgendo aspetti cognitivi ed emotivi, possano facilitare atteggiamenti di massima apertura, ascolto e riflessione critica.

Obiettivi didattici:
 Comprendere la natura conflittuale e controversa della storia e la ?parzialità? di ogni narrazione storica, intesa come ricostruzione elaborata all?interno di particolari ?cornici? culturali e spazio-temporali;
 Diventare consapevoli della complessità della situazione; comprendere meglio le diverse prospettive ed esperienze, i differenti punti di vista e vissuti delle parti in causa, nelle loro articolazioni interne;
 Entrando concretamente nel vivo di una dinamica conflittuale, capire come evolve, cosa può renderla più distruttiva, cosa può invece contenerne la violenza e aprire strade di ricomposizione e riconciliazione attraverso le tecniche della trasformazione nonviolenta dei conflitti;
 Individuare strumenti per sviluppare nei giovani un atteggiamento di cittadinanza attiva e di responsabilizzazione

Le fasi del progetto:
Promuovere un incontro con gli insegnanti di storia delle scuole superiori della provincia durante il quale verrà illustrato brevemente il progetto, verrà presentato il libro (o i libri, con ampi riferimenti alla situazione in Medioriente e alla storia del progetto che ha portato alla loro realizzazione) e illustrate le problematiche più generali relative al tema della “storia dell’altro”.
Il primo incontro programmato con questo scopo è previsto per il 3 novembre 2006 alle ore 18.30 presso il Centro Studi Sereno Regis in Via Garibaldi 13, Torino.

Prima fase (da concludersi entro la fine del 2006)

Presentazione nella classe
Un “esperto” sarà disponibile per il primo incontro in ogni classe per presentare il libro (2-3 ore).
In questa circostanza offrirà l?occasione per un primo momento di dialogo e scambio coi ragazzi/e. Saranno messi a disposizione copie del/dei testo/i, che ciascuno potrà acquistare al prezzo simbolico di 2 ?.

Seconda fase (con cadenza e tempistica da definire classe per classe) da concludersi entro la fine del 2007

Il lavoro
A partire dai testi presentati sarà a discrezione degli insegnati scegliere la modalità con cui procedere per approfondire l?argomento e svolgere il lavoro che riterranno più opportuno nella loro classe.

Se credono potranno scegliere uno o entrambi i moduli didattici di seguito illustrati, messi a disposizione da esperti e formatori:
a) Modulo sulla trasformazione nonviolenta dei conflitti: 4 incontri di due ore più un incontro di 4 ore per lo svolgimento di un gioco di ruolo;
b) Modulo sulla costruzione di un?altra ?storia dell?altro?: 6 incontri di due ore, finalizzati alla redazione da parte degli studenti di un breve giornalino scolastico.

A) Il modulo sulla trasformazione nonviolenta dei conflitti si propone, partendo dai volumi proposti, già di per sè esempi significativi di percorsi in questa direzione, di approfondire con gli studenti alcuni degli strumenti per l?analisi del conflitto elaborati nell?ambito della ricerca sulla pace e sui conflitti, quali ad esempio il triangolo di Galtung, che suggerisce di articolare il conflitto in comportamenti, contraddizioni e atteggiamenti, affrontando rispettivamente con nonviolenza, dialogo, empatia e creatività; la mappa del conflitto, che richiede una riflessione non superficiale su aspetti meno evidenti ad esso correlati (attori, relazioni tra le parti, distribuzione del potere, presenza di terze parti ecc.) ; i pilastri del conflitto, che mette in evidenza elementi e forze che tengono in piedi un conflitto, così da permettere la visione degli ostacoli da rimuovere per avviare una trasformazione della situazione ….
A conclusione si propone un gioco di ruolo sul conflitto israelo-palestinese, in cui i ragazzi avranno l?occasione di sperimentare quanto appreso durante il percorso formativo.

B) Il modulo sulla costruzione della propria ?storia dell?altro? è pensato per far fare ai ragazzi una esperienza diretta di ascolto dell?altro, del diverso da sé, nell?accoglienza della sua storia e nella comunicazione della propria, per superare le paure e avviare percorsi di com-prensione e di con-divisione. I ragazzi verranno coinvolti direttamente nella raccolta delle testimonianze che, elaborate sotto forma di interviste, andranno a costituire il materiale per la pubblicazione di un giornalino scolastico di quattro pagine. I contenuti saranno redatti dai ragazzi con l?assistenza dei giovani giornalisti della rivista Il Contesto.
In una prima fase i ragazzi verranno introdotti alle regole e alle tecniche basilari del lavoro giornalistico. Saranno poi incoraggiati a identificare un ?altro? da loro (gli stranieri in Italia, il mondo degli adulti, gli insegnanti) e a scegliere il tema che farà da filo conduttore al giornalino. In una seconda fase, alcuni ospiti saranno invitati in classe e intervistati dagli studenti, che potranno in questo modo raccogliere una versione ?altra? di realtà a loro vicine, come la vita nel quartiere o addirittura nella propria scuola. In un?ultima fase, infine, il materiale sarà rielaborato nella produzione di un giornalino, che conterrà la trascrizione delle interviste e sarà inoltre aperto alle proposte dei singoli o di gruppi di studenti.
La pubblicazione verrà stampata e distribuita agli insegnanti e agli studenti dell?istituto.

Terza fase (si sviluppa a partire dalla conclusione della seconda fase) da realizzare non oltre la fine dell?anno scolastico 2007-2008

A conclusione di tutti i percorsi, i lavori delle classi potranno essere esposti in un momento congiunto come ad esempio una conferenza o un convegno, al quale verranno invitati anche personalità del mondo arabo e israeliano, sociologi, storici e giornalisti.

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