Antimilitarismo

Gian Pietro Lucini, “Antimilitarismo”, Arnoldo Mondadori, Milano 2006, p. 157

Rimasto finora inedito, Antimilitarismo occupò gli ultimi anni di vita di Gian Pietro Lucini, che ne licenziò le bozze per la stampa pochi giorni prima della prematura scomparsa, nel luglio 1914, a ridosso dello scoppio di quella Grande Guerra che avrebbe cambiato per sempre il volto del mondo e la percezione della realtà. Dedicato all’illuminista Pietro Verri, questo pamphlet dai toni accesi e accorati si scaglia fin dal titolo contro ogni tipo di conflitto armato, prendendo di mira in particolare quelle frange fantatiche di nazionalisti guerrafondai esaltati dall’impresa di Libia. In quest’opera composita – che riunisce articoli di giornale, notizie di cronaca, recensioni di libri, discorsi di uomini politici – l’autore stigmatizza con incredibile lucidità l’assurdità delle guerre, descrivendone non gli aspetti gloriosi messi in luce dalla propaganda, ma la dura realtà quotidiana di sofferenza, morte, distruzione. E proprio per questo, nonostante il suo essere profondamente radicato nel dibattito politico, sociale e culturale del primo Novecento, Antimilitarismo si presenta come un testo che ha ancora molto da dire al pubblico del Ventunesimo secolo.

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