Primero Dios

Roberto Morozzo della Rocca, “Primero Dios. Vita di Oscar Romero”, Arnoldo Mondadori, Milano 2005, p. 439

Oscar Arnulfo Romero divenne arcivescovo di San Salvador, la capitale di El Salvador, il 22 febbraio 1977. Fu assassinato tre anni dopo, il 24 marzo 1980, sull’altare. Il tempo trascorso dalla morte violenta ha accresciuto la leggenda di Romero. Tuttavia la sua figura resta controversa e carica di opposti significati: profeta e sovversivo, martire e rivoluzionario, uomo della Chiesa e uomo della politica, pastore d’anime e caudillo, fautore del dialogo e agitatore della piazza. In patria vengono ormai tributati a Romero larghi onori. Si erigono statue, si affiggono suoi ritratti in luoghi pubblici. Questo è dovuto alla riconosciuta grandezza del personaggio, non a una memoria storica pacificata.[…] Apparentemente Romero non fu un mediatore, un arbitro, un assertore della terza via cattolica fra socialismo e capitalismo. Ma si potrebbe anche sostenere validamente il contrario. Ci sono documenti in favore dell’una come dell’altra tesi. Le sue prese di posizione erano nette, ferme, inequivoche. Eppure nessuno più di lui, in El Salvador, era disponibile alla mediazione, all’incontro, al dialogo. […] Chi fu veramente Romero? Qual è la sua collocazione storica? Per comprendere bisogna uscire dagli approcci ideologici alla sua biografia. Il libro tenta di capire l’umanità di Romero e le ragioni della sua crescente popolarità, fino all’eco universale della morte.

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