I predoni dell’acqua

Giuseppe Altamore, “I predoni dell’acqua. Acquedotti, rubinetti, bottiglie: chi guadagna e chi perde”, San Paolo, Cinisello Balsamo, 2004, p. 189.

L’acqua, senza cui non c’è la vita, è minacciata almeno su due fronti: la crescente privatizzazione dei servizi idrici e la rarefazione delle risorse, sempre più insidiate da un eccessivo prelievo e dall’inquinamento. Che cosa si sta facendo concretamente per affrontare le emergenze presenti (diverse Regioni del Sud sono in questo stato perenne) e quelle future? Mediante fonti come il Cnr, il Ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità si dà conto dei gravi pericoli che incombono sull’acqua: 100.000 sostanze chimiche create dall’attività umana finiscono nell’acqua, ma di queste solo 3.000 sono conosciute, e addirittura solo 500 sono state testate. Che cosa si sta facendo a livello europeo e nazionale sul fronte di questa minaccia? C’è qualche speranza di avere acqua di qualità al rubinetto di casa, oppure vinceranno gli interessi che si muovono attorno alla privatizzazione degli acquedotti? Il libro non dimentica certo di mettere in luce il sempre più massiccio ingresso sulla scena delle multinazionali (straniere e italiane), quanto mai attratte dal mercato italiano delle acque minerali che è uno dei più ricchi del mondo.

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