Disarmare l’Iraq

Hans Blix, “Disarmare l’Iraq. La verità su tutte le menzogne”, Einaudi, Torino 2004, p. XI, 265.

Grazie all’onestà e all’obiettività dei rapporti presentati da Hans Blix sui risultati delle ispezioni da lui dirette, nel marzo 2003 il Consiglio di Sicurezza dell’Onu scelse la via della prudenza, dissociandosi da un intervento armato ritenuto ingiustificato dalla maggioranza dei paesi membri – almeno in quel momento. Era troppo presto per abbandonare la strada delle ispezioni, ripresa da appena tre mesi. L’operato di Blix fu criticato da Washington: forse non voleva riconoscere la validità delle prove fornite da americani e inglesi in merito alle armi di Saddam per non assumersi in prima persona la responsabilità della guerra? Ripercorrendo il diario dei mesi precedenti l’attacco anglo-americano, in una sorta di spy-story costellata di infuocate riunioni del Consiglio di Sicurezza e incontri privati con Bush e Blair, Blix analizza in dettaglio come le cosiddette «prove» sbandierate in piú occasioni non siano mai state confermate dal lavoro degli ispettori, e come al contrario durante le ispezioni non sia mai stato rinvenuto materiale proibito. Senza tralasciare peraltro come l’Iraq non abbia fornito la «piena e attiva collaborazione» richiesta dalle risoluzioni dell’Onu, e abbia opposto ripetuti ostacoli alla ripresa delle ispezioni.

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