Per una psicologia della pace

Antonella Sapio, “Per una psicologia della pace”, FrancoAngeli, Milano 2004, 939 p.

La Psicologia della Pace è materia disciplinare di recente istituzione nei curricula accademici statunitensi e ancora poco conosciuta in Europa. La nascita ufficiale si può far risalire alla costituzione negli U.S.A, nel 1990, della Peace Psychology Society organizzata in diversi gruppi di ricerca e intervento. “Per una psicologia della pace” mira a un’integrazione della letteratura nordamericana ed europea, riportando interessanti scritti degli studiosi di maggior rilievo nel campo. I contributi nordamericani derivano dalla traduzione di parte del testo “Peace, Conflict and Violence. Peace Psychology for the 21st Century”, volume collettaneo a opera di membri della Peace Psychology Society e prima pubblicazione organica sulla disciplina; a questi si aggiungono numerosi scritti di studiosi europei.
Il testo è attraversato dal contributo personale dell’autrice che, proponendo una propria originale definizione del campo disciplinare, elabora una sistematizzazione della materia secondo un approccio integrato che tiene conto di diversi livelli: individuale, interpersonale, sociale e collettivo.
Il testo tenta di comporre, dunque, il complesso quadro, teorico e metodologico, della materia scientifica, soffermandosi in particolare su forme nuove di lettura e intervento per la conflittualità interpersonale e sociale. La Psicologia applicata agli Studi per la Pace apre il campo al lavoro integrato interdisciplinare, intersecandosi con diverse altre discipline come quelle sociologiche e politico-sociali e assume notevole interesse per quanti siano oggi impegnati nel lavoro di costruzione dei processi di pace, relativi ad attività sia di ricerca e formazione che di pratica operativa sul campo.

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